Stamattina godo di un raro momento di tranquillità e riesco finalmente a sedere davanti al mio portatile per aggiornare il mio studiolo virtuale. Leggo spesso che i social sono la causa della chiusura di molti blog e confesso che non è facile essere costanti, ma credo anche che sia importante lasciar traccia di sé, in un modo o nell'altro.

Cosa sto facendo in questi giorni? Tante, tantissime cose, così tante che spesso non riesco neanche a fotografare o scrivere un post mordi e fuggi. 


Ho realizzato ben due vestitini per delle bimbe che nasceranno nel mese di Dicembre - quello in foto è il primo prototipo - ispirandomi al Sunday Best di Oge Knitwear Designs . In realtà ho lavorato una sorta di ibrido fra la tutina ed il vestito, cercando di semplificare al massimo le rifiniture. Il modello segue le indicazioni dell'abito - nel secondo prototipo ho sostituito il bordo a coste con quello a legaccio - mentre all'altezza degli scalfi ho preferito le indicazioni della tutina, sempre migliorando  nel secondo prototipo le rifiniture a legaccio.


Nel frattempo ho iniziato a lavorare le mie prime calze toe-up, seguendo le Labyrinth Socks di Wendy Johnson, un modello molto semplice con istruzioni perfette per le principianti. Con l'occasione ho potuto finalmente usare la Sockotta Plymouth Yarn che mi aveva regalato la scorsa estate la mia twin Sonia. Si tratta di un filato variegato davvero molto piacevole da lavorare, magari non adatto a delle calze invernali ma sicuramente l'ideale per prolungare il piacere di indossare calze fai da te anche in Primavera!



Infine, per non farmi mancare nulla, ho testato il collo della mia amica Shamanta, avendo finalmente l'occasione di lavorare una delle matasse tinte due estati fa. Si tratta di un progetto molto divertente nonché di un modello perfetto per ogni tipo di filato e da sfoggiare in ogni occasione. In attesa di foto migliori - questa è proprio sfocata!!! - andate a vedere qui.

Finito qui? Assolutamente no.

Il pattern di Dicembre in collaborazione con Crowdknitting scalpita per essere pubblicato e gli articoli sui Designer dal mondo scritti a quattro mani con gli amici di Di Lana e d'Altre Storie procedono a gonfie vele facendomi scoprire ogni volta stili diversi ma sempre stimolanti.

Sicuramente un bel bagaglio culturale che mi servirà tantissimo per le nuove emozionanti sfide che mi attendono nel nuovo anno.


Oggi un amico mi ha chiesto quale sia la mia definizione di felicità.
Per me felicità è, fra le tante cose, aver avuto una pessima giornata e uscire a fare due passi senza meta, con le gambe che inspiegabilmente ti portano verso una merceria mai frequentata, ed uscire poco dopo dalla stessa stringendo fra le mani un gomitolo di filato per calze, con un sorriso quasi infantile ed il passo lieve.

Conservavo gelosamente questo filato - Calzepiú di Tropical Lane - da prima dell'estate, in attesa dell'ispirazione giusta e del momento più opportuno per cominciare a pensare ad un nuovo modello di calze.

Il motivo apparentemente presenta molte analogie col mio modello Rarefacta ma in realtà la realizzazione del lace è totalmente diversa.

Nel disegnarlo mi sono ispirata al Songdo Canal Walk di Kohn Pedersen Fox Associates: ho immaginato il flusso dell'acqua che scorre nel canale rappresentato dal motivo ad onde, con i setti sfalsati del passaggio pedonale interpretati dai segmenti a doppia inclinazione della caviglia.

A dispetto di quel che sembra, non sono particolarmente impegnative da realizzare e, dopo i primi giri, il motivo ad onde viene facilmente memorizzato.

Le istruzioni sono disponibili su Ravelry, in italiano e prossimamente anche in inglese.