Lo so che anche voi condividete con me la famigerata borsa di Mary Poppins. E’ una sacca dalle dimensioni sovraumane in cui gettate di tutto, dal dinosauro di plastica alle chiavi della macchina, dal cellulare alla confezione di salviettine umidificate. E’ un’entità che vive di vita propria, capace di fagocitare qualsiasi cosa, e potete restare ore a rovistare dentro con l’unica mano rimasta libera, tanto non troverete MAI quello che serve.

Premesso questo, negli ultimi tempi ho deciso di dotare il mio buco nero di tanti piccoli contenitori per razionalizzare gli oggetti e trovarli – si spera – più facilmente.

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La pochette in cotone, realizzata con avanzi veramente atavici (!!!) è partita senza avere uno scopo preciso. L’ho dotata di cerniera e di fodera interna, anch’essa realizzata con della tela di scarto.

Non è venuta fuori precisissima…ma la sua capacità di contenere svariati mazzi di chiavi è indiscussa.

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Poi è stata la volta della custodia per il mio cellulare, il cui schermo rischiava seriamente di rovinarsi.

I filati viola e grigio sono gli scarti dei miei primissimi berretti realizzati con i ferri circolari, mentre il filato giallo-grigio, lo sapete già, è il gomitolino tinto che vi ho mostrato nel precedente post. La giraffa mi è stata gentilmente concessa da Simone.

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Ed infine è toccato al tablet, al cui destino atroce è venuta prontamente in soccorso questa cover realizzata con una lana che, in passato, era un basco all’uncinetto di mia madre. I bottoni romantici li ho trovati tempo fa al locale mercato del mio paese e mi sono sembrati un modo spiritoso per realizzare la chiusura.

Il tutto rigorosamente all’uncinetto, perché è rilassante e soprattutto pratico da infilare in tasca mentre si corre dietro al piccolo birbante.

Buon weekend!


Eccomi qui dopo la prima turbolenta settimana di inserimento graduale all’asilo. Le cose purtroppo sono state più difficili del previsto e sia io che Simone abbiamo trascorso momenti di tensione e di ansia. Indubbiamente più da parte mia che dalla sua, ma tanto è bastato per rendere meno gioioso un momento che, almeno nella mia mente, dovrebbe esserlo.

Comunque oggi è andata un pizzico pizzico meglio ed io sono più serena e fiduciosa.

Vi mostro così le ultime matasse tinte quest’anno, giusto in tempo prima che l’ondata di freddo di fine estate rendesse il sole meno forte e quindi meno efficace.

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Con un avanzo veramente esiguo di filato avevo sperimentato la combinazione del giallo e del nero: l’effetto mi è piaciuto così tanto che ho voluto provare a ripeterne l’applicazione su una matassa più grande.

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Come sempre i colori hanno liberato dei pigmenti inaspettati e la mia matassa si è impreziosita con queste nuance del viola e del verde.

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Poi è stata la volta del giallo e del turchese, col nero che è prima diventato grigio e poi viola.

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Infine i toni del rosa, del viola, del grigio e del giallo, tutti insieme a creare queste meravigliose sfumature.

Anche queste matasse riposano in un angolo del mio armadio, in attesa di esser trasformate in qualcosa di caldo e comodo. Nel frattempo il piccolo gomitolo giallo-grigio ha trovato una sua collocazione…ma ve la mostrerò la prossima volta.

Buon inizio di settimana!


Durante la breve pausa da web concessa(mi) lo scorso Agosto, ho impiegato le giornate più torride per continuare con i miei esperimenti di tintura, visto che l’afa inibiva l’uso di qualsiasi materiale e di qualsiasi strumento.

Queste che vi mostro sono delle matasse molto speciali perché regalo prezioso di due amiche alle quali sono particolarmente legata.

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Come al solito ero partita da un’idea diversa, quella di lavorare col grigio e con il viola. Poi però ho trovato una bustina atavica di colorante rosso per uova, così ho cominciato ad applicarne una prima base, passando poi al viola e a dei tocchi di giallo e turchese col pennello.

Non ci ho fatto caso nell’immediato, ma in un certo senso stavo riproducendo uno degli abituali tramonti estivi qui in campagna, quando il cielo è coperto ed i raggi del sole, filtrando attraverso le nuvole, creano dei contrasti di colore particolarmente accesi.

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Per un paio di giorni ho lasciato “cuocere” la mia lana avvolta, come di consueto, nella pellicola trasparente.

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Ed eccola qui, con i suoi colori resi ancora più brillanti dalla componente in seta di questo bellissimo filato, pronta per essere “caciottata” e lavorata.

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Come al solito non ho ancora deciso quale modello sceglierò di realizzare, ma so già che sarà come avere sempre con me l’abbraccio di queste persone speciali.

Ovviamente queste non sono state le ultime matasse con le quali ho giocato ed appena possibile vi mostrerò il resto del lavoro. La prossima settimana Simone comincerà la sua esperienza con l’asilo e, come di consueto in questi casi, sarò impegnata per il suo graduale inserimento.

Vi confesso che sono terrorizzata ed emozionata…ma non lo ammetterò mai.

Buon weekend a tutte!


Quante gocce di rugiada intorno a me,
cerco il sole ma non c'è…

Inauguro il primo post di Settembre canticchiando questa bellissima canzone della Premiata Forneria Marconi, il cui testo sembra fatto apposta per descrivere l’atmosfera che c’è oggi al di fuori della mia finestra. In genere accolgo quello che, per molti, è l’inizio di un nuovo anno, con la mia amata September di David Sylvian, ma stavolta Impressioni di Settembre è anche lo spunto per parlarvi del nuovo modello di un’amica che ho avuto il piacere di conoscere questa estate qui a Martina, anche se per pochi minuti.

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Lei è Annalisa Dione e, per i pochi che già non la conoscono, è una valente designer genovese con la passione per gli orsi e le buone rifiniture.

Questo è il suo nuovo modello, pubblicato proprio ieri sul sito di Crowdknitting dove sarà disponibile per il download gratuito fino alla fine del mese.

Io lo adoro. Perché è un capo semplice, adatto ad ogni stile e ad ogni occasione, curato nei dettagli e impreziosito dal motivo centrale a foglie intrecciate. Da portare indifferentemente sui jeans – come nel mio caso – o su una gonna, essendo sempre impeccabili.

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Le istruzioni prevedono lo sviluppo per tutte le taglie e la particolare conformazione del capo lo rende ideale per qualsiasi tipo di conformazione fisica.

Da realizzare con un filato a tinta unita – come farò io – o con la splendida Alpaca Colour di Rowan, seguendo i suggerimenti di Annalisa per la gestione delle righe.

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Come sempre auguro a tutti un buon inizio di settimana e ai prossimi post per raccontarvi cosa ho fatto durante queste non-vacanze. Felice martedì!