Quando ho visto le prime immagini di questo scialle è stato amore a prima vista. Innanzitutto per la sua forma che non riprende affatto il triangolo tradizionale, ma piuttosto uno scaleno che è molto più dinamico e moderno.

Poi per la sobrietà della lavorazione, un alternarsi di maglia legaccio e forellini che ne consentono l’uso in ogni contesto.

Infine per il filato con cui è stato realizzato, l’Araucania Botany Lace, dalle sfumature bellissime e dalla consistenza che lo rende estremamente facile da lavorare.

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Il mio Sentieri è stato creato apposta per una recente cerimonia alla quale sono stata invitata. Ho scelto il filato con le sfumature di viola e grigio perché mi sembrava fosse il più adatto al vestitino che avrei indossato.

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La leggerezza del filato e la particolarità della lavorazione lo rendono l’accessorio ideale in una giornata calda ma non afosa, in cui i frequenti passaggi in ambienti con aria condizionata mettono alla prova le cervicali più tenaci!

Adesso non vedo l’ora di indossarlo su abiti a me più congeniali, magliette e jeans. Sono sicura che anche in questo caso riuscirà ad essere il dettaglio che fa la differenza.


Sono convinta che ogni stagione porti con sé un’infinita bellezza per cui essere felici. Così non divento triste se l’estate sta finendo, perché subito l’Autunno mi regala i colori intensi delle foglie secche, il profumo dell’uva e delle melecotogne, il tepore dei primi freddi da affrontare con un cardigan o uno scialle nuovo.

E poi c’è il rito del thè. Sapori e fragranze capaci di risollevare lo spirito anche nelle giornate più dure.

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Warm Tea fa parte dei tutorial autunnali preparati per Pianetadonna, ma, per i consueti misteri dei web magazine, non lo troverete online.

Occorrente:

  • poche gugliate di lana nei colori glicine, blu e viola
  • ferri dritti da mm 3
  • due bottoni
  • ago e filo

Abbreviazioni e punti usati:

m = maglia

maglia rasata diritta = tutti i ferri dispari a diritto; tutti i ferri pari a rovescio

maglia a legaccio = tutti i ferri a diritto

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Procedimento:

Lo scaldatazza è realizzato a maglia rasata diritta.

Avviate 40 m con la lana glicine e lavorate fino ad ottenere la lunghezza necessaria ad avvolgere la tazza.

Per la chiusura a legaccio: chiudete 4 m, 2 dir, realizzate l'asola facendo una maglia gettata e chiudendo le due successive a dir, lav a dir fino alle ultime 8 m, realizzate l'altra asola chiudendo due maglie a dir e facendo una maglia gettata, 6 dir; voltate il lavoro e chiudete 4 m. Continuate a lavorare a legaccio per altri 4 ferri. Chiudete le maglie, tagliate e fissate il filo.

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Poiché la fascia potrebbe tendere ad avvolgersi lungo i bordi, vi consiglio di bloccarla con degli spilli su un asciugamano dopo averla immersa in un po' di ammorbidente.

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Cucite i bottoni. Realizzate dei fiorellini blu da fissare sulla fascia con il filato viola, partendo dal centro verso i petali. Usate l'ago per portare sul rovescio della fascia anche le codine di lavorazione dei fiorellini.

 

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Lo scaldatazza viene chiuso con i bottoni all'interno del manico.

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Un sereno weekend a tutti, ci rileggiamo – spero – lunedì!


L’ultima (f)utilità è veramente molto futile, ma fa parte di quelle piccole sciocchezze che spesso però sono capaci di strapparci un sorriso facendoci tornare bambine. O almeno così è per me.

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Si chiama Passepartout ed è un grazioso ciondolo da utilizzare in mille modi diversi: pensato come inseparabile amico per il nostro cellulare è altrettanto indicato per abbellire una molletta fermacarte o impreziosire il coperchio di un vecchio boccaccio.

Occorrente:

  • poche gugliate di cotone egiziano perlato blu petrolio e lilla
  • un uncinetto da mm 1,5
  • un corallo
  • un ago

Abbreviazioni e punti usati:

cat = catenella

mb = maglia bassa

mbss = maglia bassissima

m ma = mezza maglia alta

ma = maglia alta

sott = sottostante

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Procedimento fiore blu petrolio:

Giro 1: Create un anello attorno al dito col filo e al suo interno lavorate 1 cat e 6 mb. Tirate il filo e chiudete il cerchio con una mbss sulla cat di avvio.

Giro 2: 1 cat, * 1 mb sulla mb sott, 3 cat*, rip da * a * per 6 volte complessive e terminate il giro con una mbss sulla cat di avvio.

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Giro 2: *1 mbss sulla prima mb sott, 3 cat, 2 ma all'interno dell'arch sott, 3 cat*, rip da * a * fino alla fine del giro, terminando con una mbss sulla mbss di avvio.

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Tagliate e fissate il filo.

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Procedimento fiore lilla:

Giro 1: Create un anello attorno al dito col filo e al suo interno lavorate 1 cat e 6 mb. Tirate il filo e chiudete il cerchio con una mbss sulla cat di avvio.

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Giro 2: *1 mbss sulla prima mb sott, 3 cat, 1 ma sulla mb sott, 3 cat*, rip da * a * fino alla fine del giro, terminando con una mbss sulla mbss di avvio.

Tagliate e fissate il filo.

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Sovrapponete i due fiori e fate passare il cotone con l'aiuto di un ago attraverso i forellini centrali, agganciate la perlina e ripetete l'operazione. Chiudete con un bel nodo e con l'uncinetto create un anellino di catenelle che servirà ad agganciare il ciondolo.

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Questo tutorial fa parte della raccolta realizzata per Pianetadonna e lo trovate pubblicato anche qui.

Se voleste cimentarvi con questo fiorellino passepartout, fatemelo sapere e inviatemi le vostre foto, mi renderete felice!


Io amo molto il compositore Michael Nyman. Ho avuto anche la fortuna di assistere ad un suo concerto ed è stata una delle più belle esperienze.

Quando ho ascoltato per la prima volta questo brano, che fa parte della colonna sonora de “La Lezione di Piano”, ho provato una gioia immensa. Da qui le mie imperfect things, ossia avvenimenti o cose che, proprio per la loro imperfezione assoluta – ma perfette per me – sono capaci di farmi stare bene, nonostante a volte tutto sembri remare contro.

Questa settimana nella mia lista ho voluto ricordare:

1. 1Q84 di Haruki Murakami.In realtà ho letto i tre libri durante il terribile mese di agosto - nelle mie notti insonni - e avevo dimenticato di parlarne. Una storia stupenda che mi ha totalmente rapita, tanto da ritrovarmi spesso a scrutare il cielo a sera per scorgere le due lune brillare (cit.)

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2. I primi fiori raccolti da Simone, anche se nel suo personalissimo modo.

3. I peperoni ripieni della mamma ed il loro profumo che pervade ogni angolo della casa.

4. Fare l'olio santo con grossi peperoncini calabresi pregustando le zuppe invernali.

5. Restare abbracciati in silenzio ascoltando con attenzione una canzone perché parla di noi.

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6. Mangiare l’uva bianca direttamente dal pergolato.

7. La tisana in due alle 5 del mattino, a parziale risarcimento di una giornata orribile.

8. Le polpette di uova della vicina ed i gridolini di gusto del mio cucciolo.

9. La mia foto pubblicata qui.

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Buon inizio di settimana e a mercoledì con l’ultima (f)utilità!


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E’ un portapenne, ma suppongo possa essere indifferentemente usato come portarossetto-mascara-lucidalabbra piuttosto che portauncinetti.

Veloce, divertente e all’insegna del riciclo, per dare vita nuova a quei fili di lana colorati conservati un po’ ovunque e troppo, troppo corti per fare qualsiasi cosa se non usati tutti insieme.

Occorrente:

poche gugliate di filato in vari colori

un uncinetto da mm 2,5

fodera interna (facoltativa)

una cerniera lampo

ago e filo

Abbreviazioni e punti usati:

cat = catenella

mb = maglia bassa

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Procedimento:

Avviate 40 catenelle, avendo dura di lasciare all'estremità del filato abbastanza lungo che servirà per le cuciture, e lavorate in tondo a maglia bassa per circa 5 giri.

 

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Procedete con la lavorazione a maglia bassa in piano, cambiando di tanto in tanto il colore del filato, raggiungendo la stessa lunghezza della cerniera. Riprendete la lavorazione in tondo, effettuando altri 5 giri a maglia bassa. Tagliate il filo, lasciandolo abbastanza lungo per poter cucire l'altra estremità.

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Applicate la cerniera con degli spilli e cucitela a mano con dei piccoli punti. Cucite le due estremità e fissate tutti fili rimasti.

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Questo tutorial fa parte della raccolta realizzata per Pianetadonna e lo trovate pubblicato anche qui.

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Se voleste cimentarvi con questo portapenne, fatemelo sapere e inviatemi le vostre foto, mi renderete felice!

A tal proposito andate a sbirciare il blog di Laura. Oltre ad avermi onorata col suo portachiavi portando con sé un pezzetto di me, leggerla è davvero un balsamo per l’anima.

Buon weekend!


Oggi vi presento un progetto inedito. Nel senso che – nonostante sia stato ideato per pianetadonna – non lo troverete pubblicato sul sito. Misteri dei web magazine.

Faccio una piccola premessa: Simone adora i pacchetti dei fazzolettini di carta. Strappa la linguetta adesiva, tira fuori i fazzoletti spargendoli in ogni dove, sventola trionfante l’involucro di plastica e scappa via. Ho pensato quindi a Tissue, una bustina dove contenerli e conservarli in attesa di tempi migliori.

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Occorrente:

  • poche gugliate di cotone nei colori grigio chiaro, celeste e giallo
  • un uncinetto da mm 2,5
  • ago da lana

Abbreviazioni e punti usati:

cat = catenella

mb = maglia bassa

mbss = maglia bassissima

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Procedimento:

Col cotone grigio avviate 34 catenelle e chiudetele in cerchio con una mbss sulla prima cat d'avvio. Lavorate una serie di giri a maglia bassa ed assicuratevi che sia sufficientemente largo per contenere il pacchetto dei fazzolettini.

 

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Prima di continuare la lavorazione cucite la base con un ago da lana. Completate i giri a maglia bassa fino a raggiungere l'altezza del pacchetto ed eseguite un giro alternando maglie basse a catenelle per poter realizzare dei piccoli buchi. Chiudete con un ultimo giro di maglia bassa. Tagliate e fissate il filo.

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Col cotone celeste realizzate un fiorellino ed una catenella lunga a sufficienza per poter chiudere il sacchetto; fate altrettanto col cotone giallo eseguendo un cerchietto.

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Infilate i cordoncini alternando i due colori nei fori e fissate il filo all'interno del fiorellino e della catenella. Per chiudere il sacchetto è sufficiente tirare l'uno dalla parte opposta dell'altro.

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Come sempre, se voleste cimentarvi con questo piccolo porta fazzoletti, fatemelo sapere e inviatemi le vostre foto, mi renderete felice!


Alla fine dell'estate chi è stato l'ultimo ad uscire dal mare?
L'ultimo è tornato a casa
Senza chiudere il coperchio del mare
E da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato.

(dal libro "Il coperchio del mare" di Banana Yoshimoto)

 

C’è un rito che accompagna la fine dell’estate, quello di onorare l’acqua con una lunghissima nuotata e salutarla con un arrivederci al prossimo anno. Le giornate sono già diventate più fredde e temo che non potrò onorare questo mio rito, rimanendo per tutto l’inverno con la sensazione di aver lasciato in sospeso qualcosa.

Ad ogni modo qui in Valle d’Itria l’autunno è forse una delle più belle stagioni ed ho tutte le intenzioni di viverlo pienamente.

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Il sole al tramonto accarezza la facciata di San Martino, mentre sul sagrato fervono i preparativi per un concerto di musica jazz.

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Compaiono le prime nuvole con i primi acquazzoni di Settembre…

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…poi però le nuvole si diradano e si intravedono i raggi del sole.

 

Ecco cosa ho annotato negli appunti delle imperfect things:

  • Le suggestioni degli odori: il profumo intenso dei pini in una giornata afosa, l'aroma della legna che arde nel barbecue, lo stelo di tuberosa che avvolge ogni ambiente della casa, i fichi secchi pronti per essere maritati.

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  • Vedere "Il mio vicino Totoro" insieme a Simone e commuoversi per la poesia che questo film-cartone animato porta con sé.
  • Intraprendere una strada piena di incertezze e raccogliere comunque i primi riscontri positivi.
  • Studiare il guantino perfetto.

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  • I primi ciclamini.
  • Mettere finalmente ordine in casa (e di conseguenza anche nella propria mente).
  • Liberarsi di tutto ciò che é superfluo, anche di determinate persone.
  • Svegliarsi e trovare un cornetto al cioccolato per colazione.
  • Passeggiare con Simone nel tratturo, il mio luogo magico, amato da bambina e da adulta.

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Buon inizio di settimana, buon lunedì.


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Ci sono le chiavi di casa, quelle della macchina, quelle dell’ufficio e quelle della casa dei genitori…

Quest’estate ho realizzato questo semplice portachiavi, giocando con il contrasto dei colori del cotone che avevo utilizzato. Un oggetto né troppo grande né piccolo, riconoscibile al tatto e facilmente individuabile all’interno della famigerata borsa di Mary Poppins.

Occorrente:

  • poche gugliate di cotone nei colori viola e giallo
  • un uncinetto da mm 2,5
  • un bottone
  • un anello portachiavi
  • ago e filo

Abbreviazioni e punti usati:

cat = catenella

mb = maglia bassa

mbss = maglia bassissima

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Procedimento:

Col cotone viola avviate 30 catenelle e chiudetele in cerchio con una mbss sulla prima cat d'avvio. Lavorate usa serie di giri a maglia bassa fino ad ottenere le dimensioni di un quadrato. Tagliate il filo lasciandolo della lunghezza necessaria per cucire il bordo.

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Per il fiore, realizzate col cotone giallo un cerchio attorno al dito e all'interno di esso lavorate 1 cat (=1 mb) e 9 mb, chiudendo il giro con una mbss sulla prima cat di avvio. Tirate bene il filo.

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Per i petali realizzate 1 cat, *4 ma nella stessa mb sottostante seg, 1 mbss*, rip da * a * fino ad ottenere 5 petali complessivi, terminando con una mbss sulla cat di avvio. Tagliate il filo della lunghezza necessaria per cucire il fiore alla base viola.

 

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Sempre col cotone giallo lavorate sul bordo libero della base viola 5 mb, ripetendo le righe fino ad ottenere una linguetta della lunghezza necessaria per agganciare l'anello portachiavi. Terminate con 2 mb, 3 cat, saltare una mb di base, 2 mb. Tagliate e fissate il filo.

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Con l'ago ed il filo giallo più sottile cucire il bottone sulla base viola, inserite l'anello portachiavi e chiudete la linguetta agganciandola al bottone.

Semplice vero?

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Questo tutorial fa parte della raccolta realizzata per Pianetadonna e lo trovate pubblicato anche qui.

Se voleste cimentarvi con questo piccolo portachiavi, fatemelo sapere e inviatemi le vostre foto, mi renderete felice!