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Ci sono piccole cose insignificanti che hanno il potere di rendere piena di allegria la mia giornata. Il mio carattere schivo spesso mi porta ad usare colori poco appariscenti e forse proprio per questo anche basta davvero poco per illuminarmi.

Uncinetto e poche gugliate di cotone colorato: si inizia con un fiore, si prosegue con una catenella tale da cingere il collo, si accostano tonalità vivaci e contrastanti ed ecco pronta la mia collana arcobaleno.

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Oppure un paio di ganci per pendenti dimenticati in una vecchia scatola di latta, insieme a tutti quei bottoni riciclati e messi da parte in attesa del progetto perfetto. Basta una piccola foglia per completare questi piccoli orecchini a prova di manine di bambino.


E’ lunedì.

Fuori fa freddo e piove pure.

Simone ha deciso di svegliarsi alle 4 per entrare nel lettone con mamma e papà, col risultato che LUI ha dormito e noi no.

Ma bisogna pensare positivo per cui ecco delle good news che riguardano me ed Unite Contro il Cancro.

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E’ finalmente disponibile il nuovo pattern, Lo Scialle della Suocera, testato nella versione inglese qualche mese fa. E’ dedicato alle amanti dell’uncinetto e può essere realizzato tranquillamente sia in lana che in cotone. Tutte le informazioni le trovate come sempre qui.

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Anche il collo Azuma è disponibile in inglese a questo indirizzo.

Autunno, il cappellino dedicato al mio Simone, è in fase di test sempre in lingua inglese grazie a SageChocolate.

E presto ci saranno anche novità relative al mio Celtic Plait Shrug.

Insomma, il mio inglese è arrugginito ma ce la metto tutta per essere internesciònal.


Amo cimentarmi in progetti divertenti che però, pur essendo piccoli, mi danno la possibilità di imparare o riscoprire tecniche nuove.

Questa volta l’occasione me l’ha data l’eclettica Natascia Sartini col suo delizioso Veloce come una Lumaka. Ho amato questo cappello fin da quando ne avevo visto un’immagine per lo scorso kal apokalittico.

SONY DSC (immagine di Natascia Sartini)

L’ultima volta che mi sono imbattuta nella tecnica del fair isle frequentavo il liceo. Allora lavoravo con i ferri dritti e all’italiana. Col passaggio ai circolari e alla tecnica continentale la lavorazione a due fili è sicuramente più semplice e veloce, perfetta per veder crescere rapidamente questa lumachina che corre tutt’intorno.

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La mia versione è dedicata a Simone, ovviamente. Ho cercato di essere fedele alla gamma cromatica di Natascia, utilizzando l’ocra, il verde petrolio ed il marrone sullo sfondo panna. Il bordo a coste è più corto dell’originale – non ridete, ma avevo fretta di arrivare alla lumaca per vederne l’effetto! – ed ho effettuato una diversa modellazione della corona per adattare il cappello alla sua testolina.

Sono entusiasta del risultato e sicuramente ne farò uno anche per me, cercando magari una lana più compatibile all’originale.

Se non conoscete Natascia date un’occhiata qui. E ditemi se non ho ragione a definirla eclettica!


Finalmente la Primavera, quella vera, è arrivata.

Le rondini popolano gioiose le strade del centro storico ed insieme ad esse posso percepire nettamente i gridolini e le risate dei bimbi che giocano a rincorrersi.

Il tepore del sole mi rende pensierosa, a volte melanconica, ma anche tanto creativa.

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Questi sono i nuovi tutorial del mese di Aprile per Pianetadonna. Armata di spago, cotone e uncinetto mi lascio semplicemente trasportare dai colori della mia amata campagna.

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Anche se queste tazze sono già bellissime nei loro colori e nella loro forma imperfetta mi piaceva avvolgerle o dotarle di appositi accessori in spago.

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E anche se non indosso orecchini così grandi e vistosi, l’idea di rivisitare delle vecchie decorazioni per un copriteiera mi ha ispirata a realizzarne un paio in viola, il mio colore preferito.

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Io però pregusto già le lunghe passeggiate sulla spiaggia con Simone, magari raccogliendo quelle piccole conchiglie che ho usato per questa collana che profuma già d’estate.


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Ci sono pomeriggi in cui riesco a rilassarmi bevendo un buon thè ai frutti di bosco nella mia tazza preferita, magari sferruzzando un cappello da neonato in una tonalità gialla che sa già di primavera.

La mente è sgombra da pensieri, le dita scorrono veloci, e senza che me ne accorga è già ora di cominciarne un altro, magari in bianco.

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Ci sono dei pomeriggi in cui provo ad anticipare il tempo calcolando una taglia in più per il nuovo pullover di Simone, in modo che possa indossarlo nelle ultime – si spera – fredde giornate di questa strana primavera per poi riprenderlo anche il prossimo autunno.

Sono anche i pomeriggi in cui posso dialogare costantemente con un’amica cara, purtroppo anch’essa lontana ma praticamente sempre presente, così vicina che quasi ci sembra di poter sferruzzare insieme lo stesso progetto per i nostri bimbi, scambiandoci foto, impressioni e consigli.

Adoro i nostri kal privati ed esclusivi. Questa volta la scelta è capitata sul Soledad, un pullover molto semplice impreziosito da una treccia che corre lungo i fianchi per poi trasformarsi nello scalfo a raglan.

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Ho utilizzato una morbida lana beige riciclata da un mio vecchio maglione, mi piace pensare che anche in piccole cose come queste si mantenga il legame fra me e mio figlio.

Rispetto al modello originale ho effettuato un giro in più di diminuzioni, in modo da avere il collo più stretto. Inoltre quest’ultimo è aperto sul dietro e chiuso da due bottoni, per agevolare il passaggio della testolina.

Il pattern contiene un piccolo errore all’altezza degli scalfi, ma è facilmente rimediabile.

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Fotografare Simone è quasi impossibile, anche lui è sempre di corsa. Così gli preparo un cappello, con una lumachina che tanto lenta non è. Il modello è di una bravissima designer italiana…la conoscete per caso?

Pazientate al prossimo post allora, con calma.