Per anni trine e merletti sono stati sinonimo di vecchio ed antiquato. Ma bastano un cotone particolare ed un po' di fantasia per decorare o creare oggetti originali e divertenti.



Che ne dite di questo elegante portatovagliolo?



E di questo insolito segnaposto da applicare ai bicchieri a calice?



Ma se siete stanche della solita zuccheriera bianca...



...e volete un biglietto originale...

...i nuovi tutorial - pubblicati e in via di pubblicazione - su Pianetadonna sono fatti apposta per voi.


Veera Välimäki è una delle designer che attualmente preferisco. Stile semplice, sobrio, capi costruiti attorno all'uso sapiente del colore e della costruzione geometrica. Il mio cuore d'architetto esulta ad ogni sua nuova creazione.


Questo è uno dei suoi primi bellissimi scialli, lo Stripe Study Shawl, lavorato a legaccio e basato sull'uso dei ferri accorciati, tecnica che mi appassiona tantissimo.
I colori che ho scelto sono fra i miei preferiti, il viola ed il grigio. Adoro il loro contrasto! 



Presa dalla foga della lavorazione non mi sono accorta che le ripetizioni in grigio erano ormai ben quattordici, e non dodici come previsto nel modello originale. Ed anche il bordo viola, causa fine del gomitolo, non è alto quanto avrebbe dovuto essere.
Ma pazienza, io lo amo imperfetto così com'è.
Lo amo tanto che non l'ho ancora bloccato e lo indosso già.






"L’idea è quella di rappresentare la parte invisibile dell’uomo, che però non ha una forma ben definita. I sentimenti non hanno una forma precisa, sono cose astratte. Ho abbandonato la rappresentazione dell’uomo, dedicandomi a quella dell’anima."


(Kengiro Azuma. Scultura " MU 2 " 1961)

Quando anni fa mi sono imbattuta in questa puntata di Passepartout, per me è stato amore a prima vista.
Kengiro Azuma, laureato in scultura all'Università di Tokyo, vive e lavora a Milano fin dal lontano 1956, anno in cui ottenne una borsa di studio dal governo italiano.

Durante l'intervista, Azuma racconta di come lo appassionino gli oggetti apparentemente insignificanti, come ad esempio delle vecchie assi di legno, e di come ami crearne degli stampi di cemento, in cui racchiudere la loro forma e la loro essenza, dando vita ad rapporto pieno-vuoto ricco di implicazioni filosofiche.


Quando ho realizzato questo collo ho pensato molto a lui. Mi piaceva l'idea di una superficie che in un certo senso richiamasse proprio il gioco tridimensionale ricreato da quelle assi, il pieno ed il vuoto, l'ombra e la luce. Con una lavorazione molto materica e totalmente reversibile.

Il connubio con la Iris della Ophelia Italy è stato perfetto. Il filato è già di per sé molto corposo, si lavora facilmente con punte da 6 mm, ed ha una gamma cromatica semplicemente incredibile. Molto caldo e morbido, perfetto per dare sollievo e calore nelle giornate più fredde.


Ophelia è a Prato, storico distretto tessile, città nella quale lavora per rilanciare la qualità del prodotto Made in Italy, purtroppo un poco perduta nel tempo a causa dell'interazione del mercato parallelo Cinese.
Il suo scopo è realizzare di prodotti di qualità che però possano essere acquistabili e prezzi giusti e in questo senso possano soddisfare il pubblico in rapporto qualità/prezzo.

Un'azienza sicuramente da tenere d'occhio.