(il tutorial lo trovate qui)


Solo oggi realizzo che il mio blog ha compiuto quattro anni. Se penso che tutto è iniziato per gioco e se osservo tutto quello che i miei post mi hanno regalato, in termine di calore umano e di soddisfazione da artigiana, direi che è decisamente il caso per festeggiare.

Così sedetevi comode e sorseggiate un buon caffè, magari sfogliando Autunno, il mio pattern-regalo per voi, disponibile grazie a Rosalba, paziente tester e cappellaia matta.


Ho sempre amato moltissimo i cappelli, anche se molto probabilmente non li ho mai indossati con naturalezza perchè convinta che, in fondo, non mi stessero affatto bene.
Così la mia lista di favoriti su Ravelry aumenta a dismisura, con la complicità del gruppo che frequento da poco su facebook e dei suoi continui spunti.
E proprio quando disperavo di non poterne realizzare di nuovi, almeno per questo inverno, ecco arrivare la mia amica Paola con la sua richiesta, il Ferrari Hat (eh si, si chiama proprio così!) della Filatura di Crosa.


Paola è la vulcanica proprietaria di un negozio di filati nel mio paese e la nostra recente collaborazione è una delle belle novità di quest'anno.
Il mio Ferrari Hat è realizzato con la Zara Melange, una lana merino che, oltre alla bellezza intrinseca del filato, possiede una gamma cromatica davvero eccezionale. 
Il cappello andrà a completare l'esposizione dedicata a questi fantastici gomitoli ed io sono particolarmente orgogliosa della sua realizzazione.


Rispetto al modello originale, lavorato in piano, ho apportato alcune modifiche. Innanzitutto ho lavorato in tondo, perchè come sapete io odio le cuciture! Per questo motivo ho dovuto sensibilmente cambiare la realizzazione della corona, eseguendo delle diminuzioni sia sulle trecce più grandi che su quelle più piccole, costituendo delle punte convergenti nelle 8 maglie che ho infine chiuso con l'ago.


La variante è stata molto apprezzata ed il cappello fa ormai bella mostra di sé nello show room. 
Confesso che separarmente non è stato facile, molto probabilmente ne realizzerò uno anche per me.


Le previsioni del meteo per il prossimo fine settimana non promettono nulla di buono. Anni fa ne avrei approfittato per trascorrere le giornate in totale relax, sferruzzando alla visione di un buon film, ma a Simone piace troppo passeggiare per le strade del nostro paese, anche quando il cielo è grigio e fa veramente freddo. Lui al caldo nel suo passeggino, io a piedi, armata di guanti, sciarpa e cappello.


Il Ponderosa, schema disegnato da Mirella Lilli per Unite Contro il Cancro, è davvero l'accessorio perfetto per sfidare i rigori dell'inverno. Ed è velocissimo da fare, soprattutto se si utilizza un filato di un certo spessore, magari da lavorare con i ferri grandi.
Io ho utilizzato la lana Nordika, un nome che è tutto un programma.


 


"Grazie a tutte voi.
A chi ha disegnato gli schemi e ce li ha regalati, a chi ha testato i pattern, a chi ha tradotto gli schemi.
A chi è venuto a trovarci nelle fiere e nei mercatini, a chi ha comprato il libro o uno schema su Lulù. A chi ha fatto una donazione spontanea, a chi ci ha fatto pubblicità, a chi ha condiviso le nostre iniziative, a chi ha commentato qui o sulla pagina facebook.

A chi ha mandato una mail solo per dirci che ci pensava. A chi ci ha permesso di andare avanti.
Vorrei poter scrivere nome per nome, ma rischio di dimenticare qualcuno e quindi grazie davvero a tutte quelle persone che, in un modo o nell'altro, si sono prodigate per questo secondo traguardo.

Forse può non sembrare un risultato pazzesco, ma nessuno di noi, penso, da solo se lo sarebbe potuto permettere ed è per questo che ci chiamiamo così: Unite contro il cacnro.
Perché si possa fare insieme quello che da soli sembrerebbe impossibile."
(Unite Contro il Cancro, seconda donazione alla Lilt)

 Ai ringraziamenti fatti voglio aggiungerne anche altri.

Grazie a chi ha inizialmente dato la propria disponibilità per poi sparire nel buio.
Grazie a chi ha promesso gomitoli, promozioni, pubblicità e invece nulla.
Grazie a chi ha vanificato parte del nostro lavoro mettendo in rete gli schemi, anzi, tutto il libro.
Grazie a chi ha pensato di metterci i bastoni fra le ruote.
Grazie a chi non ha sprecato neanche cinque minuti del suo tempo per un commento, un retweet o un mi piace, pur avendone tutte le possibilità.

Grazie a tutte queste persone, perchè col vostro atteggiamento ci avete rese più testarde e più desiderose di raggiungere nuovi traguardi.



"...anche nei giorni in cui arriva una cattiva notizia può accadere qualcosa di buono, e il mondo non finisce nè cambia così, da un momento all'altro..."

(Chie-chan e io, Banana Yoshimoto)


Mi sono spesso ripetuta, nei momenti di profonda tristezza, che quando il destino ti porta via un pezzetto di cuore lo fa solo per resituirtelo poco dopo in forma più grande e più bella.
Così, anche se durante l'anno appena trascorso ho lasciato dietro di me frammenti di vita, occasioni perse e persone da rottamare, Gennaio fin dai primi giorni mi ha regalato nuove mani da stringere, nuovi sorrisi da incontrare, parole ricche di dolcezza e stimoli nuovi.

Fra i vari impegni di questi giorni c'è la rinnovata collaborazione con Pianetadonna: in particolare in questo periodo stiamo sviluppando i tutorial per il prossimo San Valentino. Questo è il mio segnalibro in maglia, costruito con una successione di grandi cuori a rilievo.



Sempre in tema festa degli innamorati vi ricordo il fotocontest organizzato da Unite Contro il Cancro per il calendario del mese di Febbraio. Avete tempo fino al 20 di questo mese per inviare le vostro foto più belle. Trovate qui tutte le informazioni per partecipare, mentre se siete alla ricerca di idee da sviluppare qui trovate alcuni pattern. E mi raccomando, seguite il blog di Unite, sono in arrivo numerose novità.


Lavorare a maglia per un bimbo di un anno può essere a volte un'esperienza frustrante.
Perché non si fa in tempo a finire che già le misure non sono più quelle giuste.


Questo cappello, creato per Simone, si chiama appunto Cresci con me. E' realizzato con semplicissime coste 1/1 in modo da poter adattarsi alla sua testolina e crescere insieme a lui.
Per realizzarlo servono:
-        un gomitolo di Merino Baby Wool della Dimax's Filati, gr 50.
-        ferri circolari con punte da mm 4 e cavo da 60 cm
-        6 marcapunti
-        un ago da lana



Avviate 120 m e lavorate in tondo a punto coste 1/1 per 14 cm. 
Prima di procedere con le diminuzioni, nel corso dell'ultimo giro a maglia a coste posizionate un marcapunto ogni 20 m.  Lavorate quindi così come segue:

            giro 1: *1 acc doppia, lav. a coste 1/1 fino al marcapunto, sm*,rip da *a* fino alla fine del giro (108 m).
            giro 2: lav. tutte le m a coste 1/1
           
Ripetete questi due giri fino ad ottenere 12 m.

            ultimo giro: 1 acc sempl fino alla fine del giro (6 m).

Tagliate il filo e con l'aiuto di un ago da lana farlo passare all'interno delle 6 maglie rimaste, stringendo bene per chiuderle. Fissate le codine.


Happy knitting!





(anche il post seguente è senza link…ma non credo ce ne sia bisogno in fondo!)

L’anno appena trascorso è stato caratterizzato dalla famigerata profezia dei Maya, o meglio, dall’errata interpretazione di uno dei numerosi calendari di questo popolo che concludeva il suo ciclo il 21 Dicembre 2012. Ciami, con molta ironia, ha avuto l’idea di indire un knit along per festeggiare tutte insieme lo scampato pericolo. E le LqA, per cui ogni scusa per sferruzzare è buona, non si sono lasciare scappare l’occasione.

Io adoro questo genere di iniziative, perché oltre al lavorare a maglia, il puro divertimento sta nel chiacchierare insieme sul gruppo di ravelry o su quello di facebook. Commentando le foto, scambiandosi consigli, facendo qualche battuta, alla fine ci si conosce tutte un po’ meglio e magari possono sorgere delle nuove e belle amicizie. Dopotutto lo spirito originario delle LqA era proprio questo e personalmente sono molto felice che si sia tornate ad essere spensierate e rumorose.

01

Il mio primo progetto per il cast on apokalittico è stato questo bellissimo collo disegnato da Emma Fassio per il suo 40Celebration. Semplicissimo, veloce e totalmente reversibile…lo indossi a diritto, a rovescio, di sotto, di sopra, ed è sempre perfetto. La lana che ho usato è un regalo della mia sorellonza, una splendida matassa tinta a mano da Dragonfly, con delle sfumature impercettibili che rendono la mia Corallina ancora più preziosa. Contrariamente alle aspettative ho usato un gomitolo appena, per cui è molto probabile che in primavera il collo si trasformi nell’ennesimo Azzu’s Shawl…dopotutto il bello della maglia è anche questo.

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Il secondo invece è il Lucy Hat di Carina Spencer, ispiratomi dalla bellissima versione della mia amica abchobby che, pubblicandone una foto su twitter, mi ha incoraggiata a farlo. In effetti non è propriamente il mio genere e sono stata sulle prime molto indecisa, temendo che non mi sarebbe stato bene.

E’ un modello molto divertente da fare, soprattutto per il bordo modellato con gli short rows, tecnica che ultimamente mi sta appassionando molto. Per la fascia realizzata in uno pseudo punto riso ho usato una lana beige, conferendo al mio cappello un tono serioso ed elegante. Insomma, se si deve osare lo si fa seriamente.

 

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Mio marito lo ha definito curioso, affrettandosi poi a specificare “però ti sta bene”. Non so se davvero sia così, quando lo indosso spesso mi sento osservata, magari perché è un modello particolare, magari perché sembro ridicola, ma a me piace e lo metto volentieri. E non è detto che non continui a realizzare modelli con questo stile.