Poter mettere le radici in un luogo significa anche prendersi finalmente cura della propria casa. Per anni non l’ho potuto fare, vuoi per il mio spirito zingaro, vuoi per esigenze lavorative che mi hanno spesso portato altrove.

Ma ora sono qui, con gli operai in casa che montano gli infissi nuovi ed il falegname che si occupa della nuova porta d’ingresso, stanca ma felice di pensare a come preparare l’atmosfera natalizia per Simone che festeggia fra qualche giorno il suo primo compleanno.

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Unendo l’utile al dilettevole, col mio tutorial per pianetadonna ho avuto l’occasione di creare queste piccole ghirlande fatte con materiale di recupero, lana e uncinetto.

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Sono delle decorazioni molto veloci e semplici da realizzare, adatte sia per rallegrare l’albero o per abbellire una finestra.

Personalmente non vedo l’ora che la porta sia pronta, perché ho sempre sognato di avere le ghirlande di benvenuto nella mia casa.

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Sempre restando in tema, questo è il mio abete realizzato in fil di ferro, lana e uncinetto. Nella sua realizzazione ho avuto un po’ di disavventure: mi sono ferita col fil di ferro e ho rotto le pinze con le punte rotonde – sicuramente le creatrici di bijoux scuoteranno la testa – ma alla fine mi sono consolata con la stella cometa, improvvisata al momento e subito amata.

Come sempre auguro a tutte un buon weekend. Domani per me sarà un giorno speciale e, se anche dovesse piovere, mi attende un fine settimana di focaccia, dolci, vino rosso, sferruzzamenti e coccole con la mia sorellonza.


Io generalmente soffro molto il freddo – da brava donna del sud – ma ci sono giornate come queste in cui l’aria è così calda e umida da far desiderare ardentemente il gelido vento di tramontana.

Però, essendo un’ottimista ben informata (cit. Pennac), colgo il lato positivo e ne approfitto per indossare ancora il poncho Idea di Emma Fassio.

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Diciamolo subito, nella mia realizzazione c’è un errore di fondo, ossia il filato. Il progetto originale è realizzato con una bellissima lana viola che mette in risalto la particolare lavorazione del bordo, io invece ho usato delle matasse tinte a mano da Tibisay che, seppur piacevoli nelle loro sfumature, hanno neutralizzato il gioco dei rilievi disegnati da Emma.

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Ad ogni modo Idea è rilassante e divertente, un ottimo progetto serale scacciapensieri da sferruzzare prima del biberon delle 22.

PS: avete visto gli ultimi articoli sul blog di pianetadonna?


Sono state giornate febbrili, nel vero senso della parola.

Simone agli inizi del mese ha contratto una laringo-tracheite e per la prima volta in casa nostra sono comparsi termometro, tachipirina, aerosol e antibiotici vari. Per me, abituata a vederlo sempre sorridente e vivace, è stato un duro colpo. Ho passato notti insonni cullandolo e tenendolo stretto a me, sperando solo che tornasse a respirare bene di nuovo.

Poi finalmente sono tornati i gridolini, i giocattoli lanciati dal box, la tastiera rumorosa e gli abbracci del risveglio. Pare che anche il sole si sia finalmente ricordato di noi.

In tutto questo l’iniziativa di Pianetadonna, che mi vede al fianco della fantastica Emma Fassio, è stata sicuramente una nota positiva e più che piacevole.

Anche oggi vi propongo due vecchi pattern pubblicati nel lontano 2009.

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Il primo è il basco alla francese realizzato con i ferri dritti. Con l’occasione ho potuto anche correggere e migliorare le spiegazioni, in tre anni qualcosina in più l’ho imparata anch’io.

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Il secondo invece è la sciarpa da uomo, meglio conosciuta come lo sciarpone del consorte. Anche questo uno dei miei primi lavori, ma a differenza del basco non avevo mai scritto come realizzarla. Per fortuna conservo tutto, quindi ritrovare i miei appunti e trascriverli è stato facile.

Bene, ora scappo a gustare le pettole, da noi il giorno di Santa Cecilia sancisce ufficialmente l’inizio delle festività natalizie e, ovviamente, le prelibatezze non possono mancare.


 

Non so da voi, ma qui in Puglia il grande freddo non è ancora arrivato. Ci sono state lunghe giornate di pioggia, ma le temperature sono ancora abbastanza elevate. Dicembre però è ormai alle porte, e per non giungere impreparate con le mani gelate, quale migliore occasione per realizzare un paio di guantini? Magari senza dita, così da poter guidare agevolmente o prendere la tazzina del caffè.

Non abbiate timore se non sapete – e non volete – usare i ferri circolari, da oggi potete trovare i miei fingerless lavorati con i ferri dritti su Pianetadonna.

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E siccome il Natale si avvicina, sono in arrivo tante idee per decorare la vostra casa e confezionare regali bellissimi e veloci. Non perdete i prossimi post, mi raccomando!


Forse lo avrete già capito, anche se magari non l'ho ancora esplicitamente scritto, ma da circa un mese a questa parte la mia parentesi triestina è definitivamente archiviata, e con essa tutta una serie di circostanze poco piacevoli.

Pertanto, anche se la settimana appena trascorsa non è stata fra le più facili a causa di problemi di salute di Simone, mi godo finalmente la mia casa e la mia vita tranquilla nel centro storico del mio paese, riscoprendo - o ritrovando - piccole consuetudini che a Trieste avevo decisamente dimenticato.

Il mio quartiere è piccolo e popolare, ci si conosce un po' tutti, e al mattino è tutto un riecheggiare di "buongiorno, come si va?", con quel calore che rende il saluto non una parola di circostanza ma una dimostrazione di reale interesse e rispetto nei confronti degli altri.

In queste giornate fredde ma comunque assolate i profumi si riversano fuori dalle case nelle strade e si respirano a pieni polmoni, immaginando il crepitio del fuoco in un camino o la pentola che bolle in cucina.

Anche se mancano mondanità o la possibilità di procurarsi materiali di lavoro particolari, io qui sono felice nella mia ritrovata vita a dimensione d'uomo.

Nel poco tempo che riesco a ritagliarmi la sera, prima dell'ultimo biberon, mi divido fra un paio di progetti da sferruzzare seguendo la lucidità del momento. Anche se sono entrambe molto semplici, delego il Pipit a quando sono più riposata, perchè a volte anche il semplice tener conto dei ferri da lavorare, seppur ben schematizzati - for dummies oserei dire - mi crea stanchezza.

Quando invece sono sopraffatta dallo stress sferruzzo il Sasasa's shawl di Emma Fassio, progetto presente nel libro "23 progetti di maglia ed uncinetto per la lotta contro il cancro", perchè le dita scorrono veloci in totale autonomia e non ho bisogno di pensare a nulla.



Lo scialle è anche il progetto che abbiamo scelto per il Kal di Unite contro il Cancro e al quale partecipo volentieri attraverso le tag #LqA e #UCiC di Twitter. Seguendole potete vedere i work in progress delle varie partecipanti...e anche i miei, pur nelle foto improbabili scattate in tarda serata.



Vi auguro una buona serata, ricordandovi, per chi ancora non lo sapesse, che fra meno di mezz'ora si terrà la presentazione del libro a Milano, alla presenza della cuoca petulante e soprattutto dell'ideatrice del progetto, la nostra Ciami. Maggiori particolari li trovate nei rispettivi blog.

Buon weekend!


Quando è nato Simone, la prima esclamazione del dottore che lo ha materialmente estratto in sala parto è stata Mò ce capacchion ten stu piccinn!, che tradotto in idioma colto e più meno italianeggiante vuol dire perdincibacco, che grossa testolina che ha questo bimbo!

Ed il mio primo pensiero, in preda agli effetti mistici dell’epidurale, è stato oh cacchio, lo dicevo io che quel cappellino che gli ho fatto era troppo piccolo!

Questo è stato l’inizio di un rapporto molto complicato con i cappelli, non facevo in tempo a finirne uno che già non gli andava più. Giocando d’astuzia ho avviato Autunno subito dopo aver realizzato il Gramps, usando la stessa lana e adottando lo stesso motivo ad intrecci in rilievo.

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Le maglie avviate? Un numero esagerato, quasi da adulto. Però ne è valsa la pena, è uno dei pochi cappelli che indossa volentieri senza portarsi subito le mani alla testa.

Il pattern, attualmente in fase di test, sarà presto disponibile. Se anche voi avete fatto il Gramps ve lo consiglio caldamente, l’accoppiata è irresistibile.

Parola di mamma.

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