Sono quasi certa che se fossimo più vicine saremmo buone amiche. Perché, come spesso afferma, oltre ad amare gli orsi è un po’ orsa anche lei. Marsicanusbear, non a caso. Simpatica, schietta, ma anche un po’ chiusa e poco incline ad esporsi alle luci della ribalta.
Qualche tempo fa ho avuto il piacere di testare il suo ultimo pattern, Diamonds are Forever. Si tratta di guanti senza dita molto eleganti, modellati sulle mani attraverso l’uso di differenti dimensioni di ferri e caratterizzati da un particolare motivo.
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Per la mia versione ho scelto una lana color verde petrolio della Titan Wool, la Kristal, molto soffice e luminosa, una delle poche ancora in vendita presso il mercato settimanale locale.
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Non trovate anche voi che siano bellissimi? Vi consiglio anche di sbirciare fra gli altri pattern di Annalisa Dione, ci sono modelli bellissimi che possono essere realizzati con tranquillità, tanto le sue spiegazioni sono semplici e precise.


Per farsi perdonare di non essere ancora riuscito a procurarmi il famigerato numero di Magliabimbi – con una piccola foto del Celtic Plait Shrug – il mio edicolante da un po’ di tempo mi delizia con una serie di riviste di maglia impossibili da trovare nel mio paese fino a qualche tempo fa.

Per altro lo scaffale dedicato a maglia e uncinetto è stato promosso: relegato per anni nella stanzetta in fondo al locale, insieme a porno e riviste di armi, adesso fa bella mostra di sé alla fine del corridoio, difronte alla postazione della lottomatica. Per cui, sgomitando fra un tizio che ha in mano la colonna vincente e la vecchietta impegnata a scorticare il suo gratta e vinci, in genere il sabato mattina passo in rassegna i titoli alla ricerca di qualcosa di interessante.

Quindi nulla di eccezionale se ad un certo punto, al grido di “ci sono i modelli di Emma e di Cristiana!”, qualcuno mi avrà vista agitare con entusiasmo il primo numero di Motivi di Maglia, versione italiana di Knitting an Italian Day dell’aprile 2011.

La rivista contiene tantissimi modelli, dai cappelli agli abiti, passando per deliziose mantelle e raffinati cardigan: impossibile non trovare il modello che fa per noi. Personalmente mi sono innamorata di Idea, un piccolo collo-scaldaspalle-poncho da indossare ai primi freddi sul giacchino di jeans.

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Per realizzarlo ho scelto questo filato dai colori decisi e molto autunnali. Sono alquanto curiosa di vedere l’effetto finale rispetto al monocolore del modello originale.

Nel frattempo dopo aver completato il cappellino da abbinare al Gramps di Simone mi sono lanciata nella disperata ricerca di un modello che fosse adatto al mio rinnovato fisico da neo-mamma, possibilmente da realizzare con la lana pistacchio dello sficardigan che ho ormai deciso di eliminare dal mio armadio.

La scelta è andata al Pipit, un pullover semplice e dalla costruzione davvero molto interessante. Procedo un po’ a rilento, perché ci lavoro esclusivamente un’oretta al mattino, quando sono generalmente più lucida, però non dispero, l’importante è cominciare.


Ci sono dei giorni in cui apro la pagina virtuale del mio blog e, invece di scrivervi amenità bucoliche sulle mie giornate pugliesi, avrei voglia di riempirla di epiteti di varia entità.
Perchè quando una serie di eventi si susseguono - lutti in famiglia, abbandoni, contrarietà varie ed eventuali - non sempre è facile tirare su un bel respiro e far finta di niente. Come sempre accuso il colpo, elaboro il lutto - in tutte le accezioni del termine - mi rialzo e riprendo la mia vita come sempre, con qualche consapevolezza in più e molte certezze in meno.

E se proprio non ce la faccio a fermare le dita e son sul punto di esplodere mi basta cambiare il pannolino a Simone - o prendere un buon caffè - per ridimensionare molto la gravità di certi eventi. E' lo zen del pannolino, come lo ha ribbattezzato la mia cara try2knit.

A proposito di Ciami, il libro "23 progetti di maglia e uncinetto per la lotta contro il cancro", nato da una sua geniale intuizione, continua inarrestabile il suo cammino, e dopo le giornate di Bergamo-Creattiva verrà presentato a Bruxelles, in collaborazione con La Vita è Belga e Stitch 'n Bitch Bruxelles . Inoltre, a partire dal 16 novembre, è possibile sferruzzare tutte insieme uno scialle per Natale. Anche se non siete di Milano - come me - potete farlo comodamente a casa vostra, magari condividendo impressioni, consigli e chiacchiere varie.








La settimana appena trascorsa è stata una delle più terribili che io abbia a memoria. E’ successo di tutto, dall’erogazione serale dell’acqua in tilt all’intasamento del lavandino fino, dulcis in fundo, alla batteria della mia auto morta e sepolta senza un minimo di preavviso.

In quei momenti, quando vorresti avere a portata di mano un martello demolitore per ridurre in polvere tutto ciò che ti capita a tiro, l’unica cosa da fare è sprofondare nel divano, respirare a lungo, prendere in mano i ferri e rilassarsi, in attesa che l’uragano della sfiga passi senza troppi danni.

Purse finito

Nulla di particolarmente complicato, giusto un progettino semplice e veloce da portare a termine, da soddisfazione immediata, per intenderci. Questo è l’ennesimo purse che realizzo, stavolta per custodire lo smartphone della dolce metà.

Ho usato gomitoli avanzati da vecchi progetti, il pistacchio dello Sficardigan e il viola dell’Helmi. Non ho realizzato il taschino anteriore perché in questo caso non era necessario, ho invece creato un effetto a rilievo in diagonale con delle semplice coste a maglia ritorta.

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Marito soddisfatto, crisi isterica passata.

Adesso posso concentrarmi su altri progetti, magari pensando al cappellino per Simone da coordinare al Gramps. O ad un nuovo scialle, per le serate in cui l’aria comincia ad essere più fredda.

Nel frattempo mi godo questo lunedì, stranamente riposata e di buonumore. Dov’è la fregatura????


Qui le temperature sono ancora estive e si va volentieri al mare per strappare un tuffo all’autunno. Simone ne approfitta per continuare a scorazzare indisturbato in pantaloncini corti, rigorosamente senza calze, perché dalla mamma ha ereditato il carattere anarchico e di costrizioni di qualsiasi genere manco a parlarne.

Avrei voluto fare delle foto profesciònal al Gramps appena finito, magari facendoglielo indossare, ma capirete bene che l’impresa risultava disperata o meglio impossibile già in partenza, per cui vi ho rinunciato a priori.

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Nonostante tutte le vicissitudini legate al calcolo della taglia giusta, il pattern è stato piacevole da lavorare e mi ha insegnato molte cose nuove. A prima vista potrebbe sembrare un topdown raglan, in realtà si lavora normalmente dal basso verso l’alto, con i due davanti ed il dietro in un solo pezzo. Le maniche si realizzano a parte e all’altezza degli scalfi si uniscono al resto del cardigan ricreando l’effetto raglan. Tutto rigorosamente senza cuciture.

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Il dietro è molto semplice, così come lo sono le maniche che hanno al centro un solo modulo del motivo intrecciato.

Rispetto alle istruzioni originali, ho modificato leggermente le dimensioni di quest’ultime che – secondo la mia esperienza di mamma – sarebbero risultate troppo strette altrimenti. Il polsino è più ampio, in modo da poter infilare agevolmente le mie dita per prendere la manina di Simone ed aiutarlo col suo braccino. Anche lo scalfo è più profondo, per renderlo più libero nei movimenti.

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Il collo è modellato con il metodo dei ferri accorciarti ed è praticamente perfetto per proteggere la nuca dei piccoli cuccioli dai primi freddi invernali.

L’unica nota negativa nell’accuratezza di questo modello è l’andamento del motivo ad intrecci rispetto al diminuire delle maglie sia in prossimità del raglan che della scollatura. Avrei preferito un maggior studio in questo senso, mentre il tutto è affidato al buon senso di chi realizza per sé il capo. Personalmente non sempre credo di esserci riuscita.

Per finire un consiglio. Quando chiudete le maglie dello scalfo usate l’ago e non il metodo indicato. Avrete una rifinitura maggiore.

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Non mi resta che piegarlo bene e metterlo nell’armadio. In attesa di temperature più consone. E magari di un cappellino intonato.