Saranno gli ormoni, sarà il tempo instabile, sarà la malinconia…è un periodo in cui non faccio che avviare – e scucire in tutta fretta – minicalzine per Simone. Lui è  in piena fase acrobatica-esplorativa, si porta i piedi alla bocca e ciuccia gli alluci con fare furbetto e con gran soddisfazione. Da parte mia cerco di assicurarmi che almeno, quando ha i piedini coperti, ciucci del buon cotone, ma proprio non riesco a trovare un modello che mi piaccia.

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(foto by The Expectant Knitter)

Ero partita spedita con i Baby Socks di The Expectant Knitter, pattern semplicissimo da eseguire in gran velocità, incuriosita anche dall’applicazione degli short-rows per modellare il tallone. Ma ahimè avevo dimenticato quanto odiassi lavorare il cotone, quanto la lavorazione risultasse disomogenea e quanto grandi fossero di conseguenza i buchi generati dal wrap & turn. Risultato: scuciti.

image(foto e pattern by Judy Kaethler)

Poi è stata la volta dei Cozy Little Toes, calzini molto tradizionali dalla pratica lavorazione a coste per non stringere troppo la gambetta del cucciolo, ma anche qui la ripresa delle maglie per la formazione del tallone ha prodotto i suoi bei buchi..insomma…me ne son fatta una ragione ed ho definitivamente archiviato la questione. Ci vuole della bella lana sottile, ci vogliono dei ferri altrettanto sottili. Il tutto rimandato al prossimo autunno, previo approvvigionamento degli strumenti adatti.

E adesso? In attesa che il Fairwind sia messo in forma – tanto ha aspettato un anno, giorno più giorno meno che vuoi che sia – devo decidere qualcosa per me. Oso un abito? Uhm…coi tempi biblici del mestiere di mamma non credo proprio. Una tunica per addolcire i fianchi larghi? Forse. Una bella stola da metter sulle canotte nelle fresche serate estive? Eh, magari è meglio.

Intanto ci penso, ho tutto il weekend. Un abbraccio!


Ogni neonato sviluppa un sesto senso particolare. Quello di Simone consiste nella capacità di svegliarsi – e piangere – ogni volta che mi accingo a cominciare questo post, pur se dolcemente immerso in sonno profondo.

Ad ogni modo tutto procede da manuale. Abbiamo iniziato la fase dello svezzamento e, dopo una prima diffidenza iniziale, le pappine sono entrate a far parte della sua dieta quotidiana, unitamente al preziosissimo biscottino granulare da sciogliere nel latte. Come a dire, le piccole gioie della vita di un neonato.

L’unico problema è che se in precedenza potevo uscire con lui senza timore di non poter rincasare in tempo per l’ora di pranzo – merito del biberon e della custodia termica – ora con le pappe la faccenda si complica. Indubbiamente un modo per conservarle al caldo ci sarà, ma attualmente sono ignorante in materia, per cui si accettano volentieri suggerimenti.

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Come si può facilmente intuire, in questi giorni non sto sferruzzando quasi per niente, fatta eccezione per il Fairwind che ho finalmente finito e che attende un piccolo bloccaggio.

Prevedendo il poco tempo a disposizione mi ero dedicata durante l’inverno a confezionare in anticipo alcune scarpine per festeggiare la nascita della piccola Rebecca, figlia dei miei amici Simona e Paolo. Per me è stata gioia pura, anche perché ho potuto finalmente realizzare dei pattern bellissimi ma poco adatti a Simone in quanto masculo.

Partiamo con le Magic Slippers di Caroline Dlugy-Hegwer, divertentissime babbucce in cui la suola viene lavorata in piano, mentre il resto è tondo. Vi consiglio la galleria dei lavori realizzati, ci sono molte variazioni davvero carine rispetto al semplice legaccio del modello originale. Il filato è il Kristal della Titan Wool, in bellissime sfumature dal rosa al viola.

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Queste sono invece le Mary Jane Booties di Hadley Fierlinger, la quintessenza del romanticismo per i piedini di una dolce bimba. Sono realizzate in piano e poi cucite, ma il pattern è facilmente modificabile per le patite del magic loop.

Oltre al filato rigorosamente rosa in pura lana, ho adottato dei bottoncini semplicissimi per la chiusura del cinturino.

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Ed infine le famosissime Saartje's Bootees di Saartje de Bruijn, pattern che ho sempre adorato fin dalla sua primissima apparizione su Ravelry e che riservavo per un’occasione speciale come questa. Anch’esse sono realizzate in piano in semplice legaccio, per cui si prestano anche ad una knitter alle prime armi. Oltre al filato rosa delle scarpine precedenti ho usato la variante gialla per evidenziare la parte superiore, cucendo i cinturini incrociati insieme ai bottoncini.

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Vi saluto con l’immagine delle Blue Steps - Baby Booties, scarpine che ho replicato per Simone con ogni filato a mia disposizione, tanto le ho trovate belle e pratiche per la mia piccola peste.

Adesso però bisogna pensare al cotone!