E quante volte può un uomo volgere lo sguardo
e fingere di non vedere?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.”

(versione tradotta della celebre canzone di Bob Dylan)

 

Ci eravamo illusi che quest’anno la Primavera fosse arrivata in anticipo, ma poi ci ha pensato il vento freddo a ricordarci che, istituzionalmente, siamo ancora in pieno Inverno.

Si corre perciò ai ripari, ritagliandosi momenti piacevoli da trascorrere al caldo in buona compagnia.

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Ad esempio si gusta un buon cappuccino insieme a Tibisay – che è anche l’autrice delle foto – in uno dei caffè storici più belli e accoglienti di Trieste, il San Marco.

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Il baschetto è il Beret di Bernat Design Studio, un cappellino semplicissimo che si fa veramente in poco tempo – io ci ho messo un pomeriggio appena, complice la pioggia – con qualsiasi tipo di filato e adattabile ad ogni misura.

Il piccolo i-cord in cima non fa parte del pattern originale, è un mio omaggio ai tradizionali baschi francesi.

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Il maglioncino che indosso è invece la mia personale versione riveduta e corretta dello Sleveless Cardi di Emma Fassio che, rispetto alle mie forme, ha un fisico da vera e propria modella.

La parte superiore rispecchia fedelmente il suo pattern, con tanto di raglan marcato dai gettati che sono un po’ il suo marchio di fabbrica, mentre sui fianchi ho dovuto rinunciare alle codine che tanto amavo, divertendomi però a creare un arrotondamento sul sedere con l’ausilio dei short rows. Ovviamente non ho saputo fare a meno delle maniche tre quarti, mi piacciono troppo.

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Per concludere in bellezza, un altro cappellino sfrutta-avanzi disegnato da uno dei miei designer preferiti, Steven West. Si tratta dello Skinny Skid in versione slouchy, un modello caratterizzato dal particolare motivo a vortice che illustra perfettamente lo stato dei miei pensieri in certi momenti, quando sono fortemente contrariata e delusa dal genere umano. Una sorta di avviso ai naviganti, insomma.

Ho iniziato questo lavoro in compagnia della mia amica Sonia, anche lei fan del caro Steven, durante un’allegra mattinata trascorsa presso la Casa del Popolo, nel bellissimo quartiere di San Giacomo. Ne vado particolarmente fiera, magari non sarà il modello che mi dona in assoluto, ma è nato sotto i migliori auspici e mi trasmette molta allegria.


 

Ogni tanto mi piace cimentarmi nella realizzazione di piccoli oggetti, specialmente se, oltre al divertirmi nel farli, imparo procedure e tecniche nuove.

E’ il caso dell’iPhone Purse, una custodia per l’omonimo telefono ideato da una simpaticissima giapponese trapiantata a Londra.

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Questo simpatico accessorio si lavora in un pezzo unico, avviando le maglie secondo il metodo del magic cast on che normalmente viene usato per la realizzazione delle calze toe-up.

Proprio per questo motivo l’accessorio non richiede particolari rifiniture e si presta a mille personalizzazioni, a partire dal filato fino alle decorazioni.

Essendo il mio un regalo per Lilly, ho pensato di scegliere il color petrolio che è fra i suoi preferiti, utilizzando anche il giallo – in contrasto – per evidenziare l’interno della custodia e soprattutto la simpaticissima taschina porta cuffiette.

In più ho voluto sperimentare piccole decorazioni  a punto catenella, divertendomi anche a proseguirle brevemente sul resto del lavoro. L’effetto è discreto e piacevole, proprio come lo volevo.

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Sempre per Lilly stavolta ho testato il suo Winter Queen. Si tratta di un collo molto semplice da realizzare, con bordi a treccia e fascia centrale a punto riso, da impreziosire con dei bottoni particolari, secondo il filato scelto ed i vostri gusti.

Per la mia versione, indossata da Tibisay, ho usato un filato color glicine molto morbido, inserendo dei bottoni madreperlati a forma di fiore. Caldo ma dall’aspetto quasi primaverile.


Non si fa in tempo a riporre gli strumenti del mestiere sfoggiati nel corso dell’ultimo incontro che è già ora di pensare al nostro nuovo meeting. Dopo un paio di sopralluoghi, riflessioni e considerazioni varie, io e la Tibisay abbiamo deliberato.

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Il prossimo Stitch’n Spritz si terrà domenica 27 Febbraio dalle 16,00 alle 19,00 con una piccola novità, il cambio di sede. Vi aspettiamo quindi al Bar Libreria Knulp, in via Via della Madonna del Mare, 7 a Trieste.

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Per qualsiasi informazione…noi siamo qui!


Due anni fa nasceva questo blog.

Iniziato per caso – voleva essere un taccuino sempre a portata di mano - nel corso dei mesi ha preso direzioni sempre più imprevedibili, diventando testimone di una passione che si è trasformata in un vero e proprio stile di vita.

Mi ha portata a conoscere e a sperimentare tecniche nuove, proponendomi sempre sfide diverse in cui cimentarmi. A volte le ho superate, a volte no, ma il bello è anche questo.

E mi ha permesso soprattutto di conoscere persone meravigliose, amiche care e insostituibili, che non nominerò…tanto loro sanno che parlo di loro (Lilly toh il fazzolettino….).

anniversario

(two years of Knitting and Cakes)

 

Forse avrei dovuto festeggiare con un giveaway ma si sa, io sono allergica a questa pratica…preferisco decidere arbitrariamente le persone a cui donare le mie creature.

Detto questo….buon compleanno Mrs. Knitting!


 

Ci sono quelle fissate, le filosofe della lana che ti squadrano dall’alto in basso se i tuoi metodi non sono propriamente ortodossi e se il tuo filato non è un pregiatissimo escremento di pecora tibetana nana e madrelingua inglese.

Poi ci sono quelle che lo fanno con gioia e che a furia di passarci le giornate intere sbocciano come meravigliose farfalle.

E davanti a persone così non posso che inchinarmi.

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La Ciami col suo Brattleboro di Melissa LaBarre

 

PS: piccola comunicazione di servizio. Ricevo su Facebook alcune richieste di amicizia da ragazze che sicuramente sono delle knitter ma che io purtroppo non sempre associo ai relativi nicknames. Insieme alla richiesta un piccolo messaggio sarebbe gradito :)


Domenica scorsa si è svolta la terza edizione del nostro Stitch’n Spritz triestino.

L’atmosfera come sempre è stata divertente e rilassante, fra mille chiacchiere, confronti, sfottò e canti, il tutto sotto gli sguardi incuriositi dei presenti.

Fra volti nuovi e piacevoli conferme le tre ore previste sono volate in un lampo, come sempre.

Nella borsa, sempre più simile alla valigia di Mary Poppins, tutto l’occorrente per le emergenze lanose, e sui ferri il mio Sleeveless Cardi.

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(sto imparando a domare la tavoletta grafica…)