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Tutte le knitting designer che si rispettino hanno la loro personale modella. Potevo esser io da meno? Giammai!

L’occasione è il nostro abituale incontro per due chiacchiere all’Eppinger di Trieste, lei l’inconfondibile Tibisay. Fra un sorso di caffè ed una tazza di tè, prima di tirar fuori i nostri lavori e cominciare a sferruzzare, mi sono divertita a farle qualche scatto, e lei ovviamente ha svolto egregiamente il suo compito.

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Basandomi sullo schema dei miei Easy Fingerless Gloves e sul motivo a fogliette realizzato per il mio cappellino blu, ho creato questi semplici guanti in coordinato, da portare sempre con me in borsa per le serate che almeno qui cominciano ad essere un pochino fredde. A dispetto del loro essere senza dita, i fingerless sono molto caldi, ve lo assicuro, ma la prossima volta voglio comunque cimentarmi nell’esecuzione del guanto completo.

Staremo a vedere.

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All knitting designers have their personal model. Could I be less? Never!
The occasion is our usual meeting place for a chat  at the Eppinger of Trieste, she is unmistakable Tibisay. With a cup of coffee and a cup of tea, before bringing out our work and begin to knit, I enjoyed them a few shots, and she obviously has done her job.

Based on the diagram of my Easy Fingerless Gloves and using the pattern made for my blue hat, I've created these simple coordinated gloves, to take always with me because here it’s starting to be a little cold. In spite of their being without fingers, fingerless are hot, I assure you, but next time I still want to try my hand in the execution of the full glove.
We'll see.


Ottobre…appena cominciato e già proiettato verso la sua ultimissima settimana. Sono stati giorni intensi questi, ricchi di stimoli e di prospettive nuove, perché il progetto di try2knit, il sassolino – come lo chiama lei – è diventato valanga e ha innescato una serie di reazioni a catena che non si possono – e non vogliamo! – assolutamente fermare.

Tutte le informazioni in merito alla sua iniziativa le trovate qui.

Passando ad argomenti più leggeri, è un periodo in cui il clima esterno invoglia a rintanarsi in casa, fra tazza di tè fumanti, buona musica e qualcosa da sferruzzare allegramente sul divano. Da brava LqA passo indistintamente da una cosa all’altra: ora il blanket commissionatomi dal mio amico, ora il cappellino a coste inglesi – primo esperimento topdown – per il mio esigentissimo marito.

Ogni progetto è accompagnato da due fedeli alleati…e mi accorgo solo ora di non aver ancora pubblicato le foto fatte durante il mio soggiorno in Puglia. Signore e signori, vi presento….

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….le mie ultime pochette: una, più grande, per custodire i lavori che mi porto dietro quando viaggio-aspetto-chiacchiero, mentre l’altra per contenere il set degli Harmony Woods, eliminando così quell’antiestetica borsetta in plastica trasparente.

Sono entrambe realizzate con dei tovaglioli acquistati all’outlet Coin: trovo che la fantasia della stoffa sia molto bella ed allegra, ideale per quel pizzico di gioia e spensieratezza che anima ogni piccolo lavoro. Dimenticavo…sono cucite interamente a macchina, il mio amore-odio per questo meraviglioso strumento continua a dare i suoi frutti!


 

Il luogo è il Caffè Eppinger di Trieste, un ambiente così bello e confortevole che sembra quasi di essere a casa.

Le protagoniste sono due amiche che si vedono puntualmente per gustare tè o caffè, chiacchierando fra un punto e l’altro.

L’idea nasce spontaneamente e per una serie di fortunate coincidenze prende immediatamente forma.

Così, domenica 31 ottobre alle ore 16,30 io e Tibisay saremo liete di incontrarvi in via Dante Alighieri 2/b per conoscerci, condividere la nostra passione e lavorare insieme. Che fate, venite???

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…stai passeggiando con tuo marito per le vie del centro e ti blocchi di colpo davanti ad una vetrina.

No, non si tratta di gioielli, né di scarpe né tantomeno di abiti.

E’ qualcosa di talmente bello che ti brillano gli occhi e lui non può fare a meno di notarlo...e di regalartelo.

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Si tratta del pigiama-camiciola di EIC-PI Happy People. Per le knitters che sanno quel che vogliono. Tzè.

You are an almost anonymous knitter when…

…you're walking with your husband through the streets of downtown and suddenly you get stuck in front of a window.
No, it's not jewelry, nor shoes nor clothes.
It 's something so beautiful you shine your eyes and he can not help but notice ... and gifts.

This is the pajama-shirt of EIC-PI Happy People. For knitters who know what they want. Tzè.


…le foto son pessime, anonime, senz’anima.

Ma bisogna farsene una ragione, storcere il naso e sforzarsi di pubblicarle lo stesso.

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Questo è il Vine and Leaf Beret, secondo pattern pubblicato sulla rivista Vogue Knitting Fall 2009. Un po’ più complicato del precedente, ma non troppo, basta solo prestare maggiore attenzione allo schema affinché il lavoro scorra preciso e veloce.

La lana che ho scelto è la Classic Elite Yarns Magnolia, una merino leggera ed elastica, per un berrettino da indossare in questi giorni autunnali in cui il freddo comincia a farsi sentire.

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E con la lana avanzata si potrebbero realizzare un paio di fingerless gloves…chissà…

This is the Vine and Leaf Beret, the second pattern published in the Vogue Knitting Fall 2009 magazine . A bit 'more difficult than before, but not too much, you just pay more attention to the work flow diagram for fast and accurate.
The wool I chose is the Magnolia Classic Elite Yarns, a merino light and elastic, for a cap to wear on these autumn days when the cold begins to bite.


Eccomi qui di ritorno nella ventosa Trieste. Il mio soggiorno pugliese è stato lungo, piacevole e assolutamente rigenerante. Per quanto ami le assolate giornate estive, l’autunno porta con sé un’atmosfera magica e dedicarsi a piccoli lavori a maglia è quasi un rito da ossequiare nei pomeriggi casalinghi, magari sorseggiando una tazza di tè insieme ad una fetta di dolce.

In valigia, oltre a qualche pattern e agli inseparabili Harmony Wood, ho portato la bellissima Cascade 220 Heathers della mia sorellina, così da poterla agevolmente ridurla in gomitolo. Naturalmente non ho fatto tutto da sola…avevo dei validissimi aiutanti a quattro zampe!

All’inizio avevo pensato di realizzare il Vine and Leaf Beret, un berretto caratterizzato da un motivo traforato attraverso cui sperimentare la tecnica bottom up. Poi però il campione – ebbene si, mi sono convertita anch’io al campione prima di tutto! – era decisamente difforme dalle misure indicate nella spiegazione, così ho preferito dedicarmi al Cabled Cap che per questo tipo di lana è decisamente perfetto.

Semplicissimo da fare – le istruzioni sono ottime – questo morbido berretto è tutto incentrato su una serie di trecce sinuose, enfatizzate dal filato soffice e brillante. Naturalmente la lavorazione è eseguita in tondo, ma secondo me si possono utilizzare anche i classici due ferri, visto che nei ferri di ritorno le maglie si lavorano “come si presentano”. Insomma, non ci sono scuse, dovete proprio cimentarvi anche voi, considerando poi che il modello è attualissimo e di gran moda.

Anche la sommità del berretto viene ben rifinita con questo motivo a raggi…insomma, non si fa in tempo a finirlo che già pensiamo di realizzarne un altro, e in effetti io ne ho subito creato una nuova versione per la mamma.

I padri sono avvisati…fate un cenno…magari ve ne tocca uno tutto per voi!