I miei pensieri sono già proiettati verso l’autunno, quando potrò sfoggiare la prima lana e progettare nuovi modelli soffici e caldissimi. Ma Luglio non è ancora terminato e le temperature permettono per il momento di usare esclusivamente il cotone. Confesso che non è il tipo di filato che prediligo, ma avendo imparato da un po’ di tempo a tenderlo bene con le dita riesco ad ottenere risultati soddisfacenti e creare capi che sfoggio volentieri.

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Dopo aver tentato inutilmente di realizzare il mio secondo Azzu’s Shawl con il filato Londra 3 della TitanWool alla fine ho gettato la spugna. Evidentemente questo tipo di cotone è troppo resistente e mal si presta a quel tipo di lavori che necessitano di bloccaggio, pratica che, lo dico francamente, non è fra i miei più grandi amori. Così, in attesa di una bella lana e della sua versione invernale, ho cercato un modello simile che non mi creasse particolari problemi…ed eccolo qui, il bellissimo LaLa’s Simple Shawl, semplicissimo da realizzare ma non per questo noioso da fare.

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Unico inconveniente, dopo aver finito il gomitolone da 150 gr. il mio scialle è risultato un po’ piccolo, o almeno a me sarebbe piaciuto più avvolgente. Purtroppo il negozio li aveva già tutti esauriti – se ripenso a tutte le volte che sono passata davanti alla vetrina e lui era lì a guardarmi!!! – ma ho già pensato ad un modo simpatico ed elegante per trasformarlo in un bel coprispalle.

 

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Nel frattempo ho cominciato a lavorare ad un piccolo progetto personale con del cotone grigio perla che avevo acquistato in offerta per pochissimi euro. La tecnica che sto adottando è come al solito quella del top down – le cuciture col cotone sono orribili! – e stavolta ho scelto una bella scollatura a V invece della solita tonda. Non so bene come si svilupperà il modello, ho fatto tanti disegni per immaginarmelo in mille varianti, ma alla fine mi lascio guidare dai ferri e dalle impressioni che ricevo indossandolo più volte nel corso della lavorazione.

L’importante è prendere appunti per tornare indietro facilmente, nel caso avessi bisogno di disfarlo.

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In questi giorni mi sono anche interessata maggiormente al cucito (colpa sua) e in particolare alla pratica dell’hand sewing (colpa sua). Lei adotta tantissimo queste bellissime pochettes per custodire all’interno i suoi lavori mentre viaggia fra un convegno e l’altro e, visto che ormai anch’io sono una nomade, ho deciso che ne volevo una tutta per me.

Quella che vedete in foto è il mio primo esperimento. Naturalmente una faticaccia, ho tutte le dita bucherellate, ho sbagliato le misure e la cerniera è un po’ – tanto! – storta. Però, come si dice, sbagliando si impara. E comunque, pur con tutti i suoi difetti, adempie perfettamente al suo compito di contenere gomitoli e lavoro montato sui ferri circolari. Cosa desiderare di più?


Dopo giornate in cui anche lavorare il più fresco cotone sembrava un’impresa titanica, oggi si può anche cominciare a pensare al prossimo autunno, si può immaginare la morbidezza della lana fra le dita senza per questo avere la sensazione di soffocare.

Qui oggi piove, e l’atmosfera è fra quelle che preferisco: gocce che cadono piano e venticello fresco, il tutto magari accompagnato da un piacevole sottofondo musicale. Complice l’uscita del nuovo numero di Knitty, mi diverto a sfogliare virtualmente alcuni progettini anche se, devo essere sincera, ce ne sono davvero pochi fra quelli che mi entusiasmano.

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Il Ms Clarke e il Coquille sono due scialli decisamente diversi fra loro, ma mi hanno colpito entrambi per la particolarità del disegno e per la bellezza del filato. Il primo è nella classica tecnica lace, impreziosito da perline che ne adornano il bordo a ventaglio, mentre il secondo, pur in una semplice successione fra dritti e rovesci, ha un interessante motivo a volants creato attraverso una sapiente distribuzione degli aumenti.

Io non indosso abitualmente gli scialli…però mi piacciono tanto e chissà, potrei anche fare un’eccezione.

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Il Purlieu invece è la classica sciarpa stretta al collo, per quelle che come me vogliono proteggere la gola dagli insidiosi colpi d’aria invernali. La sua particolarità sta nella forma: un’estremità è dotata di un grosso occhiello attraverso cui far passare l’altra estremità col bordino ondeggiante, in modo da poter serrare la sciarpa quasi come se fosse un cappio. Il pattern è semplicissimo e si presta a filati molto particolari, magari filati personalmente. 

Prima di tornare ai miei lavori lasciati in sospeso – categoricamente in cotone! – volevo ringraziare Micicuta per aver recensito il mio Il coperchio del mare. Davo per scontato che non fosse piaciuto poi granché…e invece!


"Tzu, lo sai che ti devo tirare le orecchie???"
"Ossignur, che ho combinato?"

Cavoli, è vero, il premio, poco più di un mese fa io avevo vinto il premio messo in palio proprio da Tibisay; anzi, proprio in quell'occasione le avevo confidato che probabilmente sarei passata a prenderlo di persona. Poi i preparativi, il viaggio, la casa...insomma, mi era proprio passato di mente.




Dicevamo, il premio. Custoditi in un cestino rotondo, con la solita eleganza che ormai la contraddistingue, ci sono ben cinque bath clothes, due bianchi, due celesti ed uno ecrù. Tutti fatti all'uncinetto, ognuno col suo pattern ben preciso. Una gioia tattile, una delizia per la pelle, anche perchè sono corredati da due saponette profumatissime, al propoli e all'aleppo. Decisamente allieteranno le mie giornate torride e la mia pelle ne sarà grata.




Nel frattempo ho ripreso a sferruzzare un pò, anche se purtroppo tutti i filati che avevo preparato precedentemente sono rimasti a casa in attesa di tempi - valigie vuote - migliori.

L'anno scorso avevo già provato i gomitoloni di cotone della TitanWool, i Londra 3, con colori brillanti e sfumati fra loro. Avevo adocchiato queste tonalità ma non avevo trovato il modello adatto per poterle utilizzare.

Ora che il modello c'è, manco a dirlo l'Azzu's Shawl di Emma, non posso tirarmi indietro. E' perfetto. La semplicità del pattern esalta la bellezza del filato, ma allo stesso modo restano integre le sue peculiarità. Un connubio ideale, secondo me. Purtroppo anche questa sarà una versione upside down perchè a me la gobbetta continua a venire. Magari potrei organizzare un seminario a tema con l'autrice per capire gli eventuali errori. Sarebbe bello, vero?