Perdonatemi se in questi giorni non pratico i doveri di buon vicinato rispondendo ai vostri commenti e soprattutto venendo a deliziarmi dei vostri progetti, ma come qualcuna di voi sa già fra meno di un mese dovrò fare i bagagli e trasferirmi nuovamente dall'altro capo dell'Italia, in quel di Trieste.

Le cose da fare sono tantissime e, ve lo confesso, sono abbastanza confusa e agitata, per cui ho poco tempo da dedicare al blog e anche al mio amato hobby che questa volta pare non riesca proprio a rilassarmi, ahimè.



Comunque, in attesa di riprendere possesso delle mie facoltà, e soprattutto del mio portatile che nel frattempo è defunto (...) vi mostro le immagini della mia ultima creazione, il Celtic Plait Shrug, un coprispalle realizzato con la tecnica del topdown raglan.
Il modello è abbastanza semplice ed impreziosito da una treccia "celtica" che sottolinea le maniche appena sopra il gomito.


In attesa del modello e di una piccola sorpresa che spero possa essere svelata al più presto, vi abbraccio tutte e vi auguro tanti sferruzzamenti! A presto!


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“Oh amore, vedo che hai già fatto la conoscenza con il mio Posey!!!”

“Posey che? Fammi annusare un po’…che roba è? Si mangia? Ci sono i croccantini dentro?”

“No amore, serve per tenere a portata di mano gli spilli colorati”

“Io ci metterei i croccantini”

“E poi come fai a prenderli se sono dentro?”

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“Ah vero…allora ci gioco…anzi, me lo porto via”

“Scusa e i miei spilli?”

“Fanne un altro, questo oramai è mio”

“Ma manca il bottoncino!!!”

“Per questa volta farò un’eccezione…il prossimo giochino però fallo meglio!”



Giornate strane queste, tanta voglia di fare e poco tempo per scrivere. Ieri mi sono ritrovata a trascorrere la serata senza nessun nuovo progetto da sferruzzare, il che, per una LqA come me è un vero dramma. Perciò oggi corro ai ripari e sfoglio la mia lista su Ravelry, osservo nuovi pattern sui manuali, scruto lana e cotone a disposizione e disegno, immaginando nuovi modelli da creare e indossare.

Nel frattempo i miei occhi si lasciano facilmente distrarre dalla bellissima agenda che ho qui accanto ed i miei pensieri corrono verso l’autrice di cotanta meraviglia che non solo è stata bravissima nel confezionarla ma anche nell’indovinare tutte le combinazioni dei miei colori preferiti.

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Lei è la mitica Elisabetta di AbcHobby e questo è il suo pensiero per me…perché il nostro è un feeling “a tastiera”. L’agenda è immediatamente stata riposta nella mia borsa primaverile, manco a dirlo con la stessa tonalità di verde, insieme alla fedele tartarughina triestina che è l’inseparabile amica di tutti i momenti in cui è necessaria una ventata di dolcezza.

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Questo è l’altro lato del copri-agenda…difficile decidere quale mi piaccia di più! Sento che questa deliziosa creatura, confezionata con affetto e tanta cura dalla mia cara amica, custodirà al suo interno tutti i miei pensieri più belli ed i miei progetti più brillanti.

Insomma, so che mi porterà fortuna. Dopotutto, le mani di fata delle persone care lo fanno sempre!


Ogni tanto mi concedo un post diverso dal solito, lo sapete, perciò stavolta perdonatemi se non parlo in senso stretto di ferri, gomitoli ed affini o se non vi faccio vedere gli ultimi progressi della mia ormai patologica dipendenza da sua maestà la lana.

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Loro sono le ormai arcinote Laniste quasi anonime, un gruppo semiserio di sferruzzatrici (e non) incallite nate dalla geniale creatività di try2knit che, sulla scia dei gruppi di autoaiuto, ha inteso normalizzare questa tendenza, fissando delle “regole” di appartenenza e comportamentali.

Le LqA, a pochi giorni dalla loro nascita, vantano già un gruppo su Facebook e su Ravelry. Roba seria, insomma.

Al di là dello scopo ludico ed ironico dell’operazione, mi piace pensare che questo gruppo sia l’ennesima occasione per stare insieme – anche se solo virtualmente – e conoscere tantissime persone speciali, piccole e grandi mani di fata con cui è bello chiacchierare, fra un diritto e un rovescio, anche della propria vita.


Lo sapevo che non dovevo farmi prendere da facili entusiasmi riguardo alle temperature alte, al mare, alle passeggiate in spiaggia e al cotone sempre e comunque!

Da ieri qui fa di nuovo freddo e vago per casa col giacchino leggero in lana o alla peggio con uno scialle sulle spalle. Un disastro. Comunque, non tutti i mali vengono per nuocere. Mi ero prefissata di inventarmi un coprispalle senza cuciture e confesso che l’operazione, col caldo che ha fatto, cominciava a diventare impegnativa.

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Allora, procediamo con ordine. L’idea era quella di realizzare qualcosa di molto semplice e leggero, da indossare nelle serate estive sopra una canotta o una magliettina leggera. Nessun ornamento particolarmente complicato, giusto un elemento che partisse dal collo e proseguisse per tutta la lunghezza delle maniche.

Sfogliando The Ultimate Sourcebook of Knitting & Crochet Stitches mi sono imbattuta in questo splendido intreccio, il Celtic Plait, non molto complicato da eseguire – ci vuole giusto un po’ d’attenzione e magari qualcosa per portare il segno sulla spiegazione – e sicuramente di grande effetto su questo tipo di lana, il cui colore spesso tende ad appiattire qualsiasi tipo di lavorazione.

Essendo basato su un pannello di 24 maglie ho dovuto fare qualche calcolo in più per cominciare a realizzare la treccia a partire dalle mie 12 di inizio manica, ma alla fine, fra schemi su carta quadrettata ed una prova veloce del campione, sono riuscita ad ottenere esattamente il risultato che volevo.

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Ora tutto sta a proseguire nell’esperimento e sperare che alla fine calcoli, disegni e fantasticherie varie producano qualcosa da poter indossare. Prossimamente su questi schermi.