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E proprio quando immagini che le giornate fredde stiano ormai per finire e che sciarpa e cappello possano tranquillamente essere sistemate nei cassetti, eccola qui, una domenica ventosa e gelida in cui rifugiarsi nella lana è d’obbligo.

Questo è il famoso Snowdrop Beret di cui vi avevo parlato precedentemente, un modello semplice ma di grande effetto da realizzare con poco più di un gomitolo di lana e magic loop da mm. 4. Se avete voglia di cimentarvi con questo cappello vi consiglio di scegliere delle tonalità chiare ed un bel filato brillante (io ho usato la Superwool della Mondial) in modo da far risaltare in pieno tutta la bellezza di questo punto a fogliette: infatti il primo che ho realizzato è di colore viola e, pur essendo ugualmente molto carino, non è bello come questo.

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Magari quando pubblicherò le sue foto mi darete il vostro parere, ora è di nuovo sistemato sui ferri circolari per una piccola modifica: il pattern prevede la possibilità di realizzare due differenti versioni (fit e slouchier) in base alle dimensioni della vostra testa ed io la preferisco decisamente più comoda, così devo ripetere una quinta volta il motivo a fogliette prima di procedere con le diminuzioni e la chiusura.

Buona settimana!


E’ un po’ la sensazione di incredulità che si prova quando finalmente un esame è stato superato: si mettono da parte i libri, si riordina la scrivania, i vecchi appunti lasciano il posto ai nuovi per le prossime fatiche che ci attendono.

Questo cardigan in effetti ha avuto lo stesso iter di un esame vero e proprio, quello durissimo a cui ci si sottopone quando si decide di far qualcosa per la propria dolce metà. E che non mi si dica che noi donne siamo esigenti ed indecise!

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Comunque è anche onesto dire che quando non si ha la minima idea di come si realizza un capo del genere è facile esprimere richieste che, all’apparenza semplicissime, necessitano in realtà di una poderosa marcia indietro di tutto il lavoro.

Questo cardigan al principio avrebbe dovuto essere un normale giacchino con zip, ma, vista la grande passione del soggetto per gli alamari, si è alla fine trasformato in un doppio-petto con barrette-bottoni.

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In realtà a me sarebbero piaciuti gli alamari classici, con le fibbiette in cuoio, possibilmente blu data la dominante del filato, ma, dopo aver girato praticamente tutte le mercerie alla ricerca di qualcosa che non fosse malamente assemblato con la colla, alla fine ci ho rinunciato ed ho preferito usare queste barrette che, nella macedonia di bottoni di finto osso e legno, erano i meno peggio.

Poi l’importante è che alla fine il cardigan abbia soddisfatto le aspettative del mio esigentissimo committente…a me resta la soddisfazione di non aver effettuato neanche una cucitura.

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Messi da parte gugliate di lana, ferri circolari e bottoni, adesso è tempo di ultimare alcune piccole cose prima di dedicarmi completamente alla ricerca di progetti estivi.

Ho terminato ben due Snowdrop Beret, uno col filato viola e l’altro col grigio, e devo dire che li indosso entrambe con grande orgoglio. Purtroppo non ho foto da pubblicare, ma spero quanto prima di farveli vedere.

Poi ci sono i granny squares che procedono tranquillamente, fra un telefilm e l’altro. E nel frattempo il magic loop scalpita, in attesa di sperimentazioni sul cotone. 


Finalmente ieri è stata una splendida giornata di sole, come non se ne vedevano da un bel po’ di tempo, di quelle in cui è piacevole rimanere immobili a godere del tepore dei raggi. Troppo breve per liberarmi dal freddo senso di grigiore degli ultimi mesi, ma pur sempre prezioso.

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La copertina per il mio comodino è completata ed è diventata la fedele compagna dei miei risvegli, delle mie letture e dei miei lavori a maglia. Dipendesse da me decorerei tutta la casa allo stesso modo, ma occorre molto tempo per la lavorazione, oltre che ad una smisurata disponibilità di gomitoli in tutte le varianti di colore che preferisco. Magari comincio a mettere da parte, come una brava formichina, in attesa di slanci creativi.

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Devo concedermi però una piccola – mica tanto! – eccezione per rendere più accettabile il famigerato mobiletto nero (regalo della suocera) su cui abbiamo il televisore. Attualmente ho un tappetino il stoffa e cotone dai colori bianco e verde tenue, ma serve un’azione d’urto, ci vuole ancora l’intervento di Messer Uncinetto e dei suoi prodi Cavalieri Gomitoli Colorati per soccorrere la povera damigella (che sarei io, ovviamente).

I granny’s squares sono più grandi, perché la superficie da ricoprire stavolta è veramente grande e dubito di avere tutta questa pazienza per i lavori certosini, però le gradazioni cromatiche sono le stesse…e l’effetto finale è assicurato.

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Nel frattempo, giusto per non impigrire troppo il mio magic loop, provo a realizzare un bel cappello, lo Snowdrop Beret, scaricabile gratuitamente qui; la lana è quella dal bel colore viola in regalo col numero natalizio di Rakam Maglia. Il pattern è semplice ed è basato su un punto traforato che richiede giusto una minima attenzione nella sua realizzazione: in teoria dovrebbe trattarsi di un basco che spero, una volta terminato, mi stia bene.

Adoro i cappelli, ma ho un pessimo rapporto con loro, fin da bambina. 

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Oggi la mamma mi ha regalato questi splendidi narcisi gialli, ed io non potevo non immortalarne il contrasto di colore col blu del mio portafiori in vetro.

Sullo sfondo  fa timidamente capolino il giacinto che avevo a Trieste, ve lo ricordate? Spero sbocci in fretta, spero inondi le mie giornate con quel suo profumo meraviglioso. Spero torni la Primavera!


Giornate cupe piene di vento gelido e magari anche di neve? Pioggia incessante e temperature al di sotto delle medie stagionali? Voglia di sentire nell’aria il profumo tiepido della Primavera e di lasciarsi allietare dal volo delle rondini? Se avete pensato come me di cominciare a tirar fuori il cotone – giusto per provare a sfoggiare in tempo canotte e t-shirt faidate – ma il freddo vi impedisce di staccarvi dalla morbida lana, l’unico modo per staccarvi gradatamente dalle atmosfere invernali è armarvi di uncinetto e lane colorate.

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Monologo a parte, in questi giorni avevo davvero bisogno di qualcosa che mi risollevasse un po’ l’umore e che mi permettesse di concedermi una breve pausa da ferri e magic loop.

Così ho pensato che era arrivato il momento di regalare al mio comodino una vivace copertina, ispirandomi alle splendide creazioni di Attic24 che ho sempre ammirato attraverso le pagine del suo blog.

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Ovviamente il tutto è ancora un work in progress perché i quadrati, pur essendo piccoli, necessitano del loro tempo per la sistemazione dei fili e la scelta dei colori. In effetti non sono così rilassanti come potrebbero apparire e quando mi cimento della lavorazione monopolizzo tutto lo spazio a mia disposizione disponendo con ordine i vari gomitoli per cercare di creare delle zone cromatiche abbastanza omogenee.

Non è un lavoro da fare stando beatamente in poltrona, per intenderci, meglio sistemarsi in prossimità di un tavolo o di un letto, preferibilmente matrimoniale!

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L’effetto finale però è splendido, una vera gioia per gli occhi ed un sorprendente toccasana per l’umore. Se volete cimentarvi nell’impresa trovate tutto quello che vi serve sapere qui.

Inoltre è un ottimo modo per ridare nuova vita anche alle gugliate di lana avanzata che non potreste utilizzare in alcun modo, oltre che un eccellente esercizio per mantenervi allenate nell’uso dell’uncinetto se, come la sottoscritta, siete reduci da una overdose di knitting.

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Fra un quadratino e l’altro mi sono concessa la mia personale rivisitazione degli stitch markers per grosse taglie. Diciamolo francamente, io non sono capace di crearne di così belli come quelli visti da Beads & Tricks, anche perché, nonostante i suoi chiarissimi tutorial, sono del tutto priva di attrezzatura idonea (pinze e affini).

Sbirciando nella merceria di mamma avevo trovato degli anellini in ottone, di quelli che un tempo si usavano per le tende, un po’ bruttini ad esser sincera. Così ho pensato di creare un fiorellino e, senza staccare il filo, di rivestire l’anello con un giro di maglia bassa.

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Non li ho ancora testati – l’occasione ottimale sarebbe stata l’ultimo topdown con i ferri da mm. 8 – però inserendoli in un piccolo campione a maglia rasata sembra che vadano bene.

In attesa di districarmi fra perline e fili d’argento.