– Ma non ho fiducia in me stesso.
– Perché?
– Perché non ho un’identità. Non ho nessuna caratteristica, sono incolore. Non ho nulla da offrire. Questo è il mio problema, da sempre. Da sempre mi sento poco piú che un guscio vuoto. Come recipiente, può darsi che abbia una forma soddisfacente, ma dentro non ho nulla che si possa veramente definire un contenuto.


(L'incolore Tazaki Tzukuru e i suoi anni di pellegrinaggio, Haruki Murakami)

Posso sopportare qualsiasi condizione climatica, dal caldo torrido al freddo pungente, ma il vento no, non lo tollero. Mi rende nervosa, inquieta, priva di qualsiasi entusiasmo verso cose e persone.

In questo periodo leggo molto, e, come spesso accade, ritrovo nei romanzi di Murakami la mia dimensione, la giusta carica per tirare un bel respiro e ricominciare.

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Di lavorare a maglia non se ne parla, ho poca voglia e scarsa concentrazione. Però ad una lana color rosa salmone da salvare non so resistere.

Tre matasse, poco meno di 300 gr. Solita giornata di preparazione ed intanto penso a come colorarla tutta insieme; alla fine giungo alla conclusione che l’unico modo possibile è quello di sovrapporre uno o più fogli di pellicola trasparente.

Via col viola.

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Poi pennellate di giallo, mentre al solito il celeste si libera dai pigmenti del viola.

Qualche giornata in più in cottura al sole, perché pioggia e nuvole ci hanno tenuto buona compagnia.

Ed eccole qui.

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I colori sono completamente mutati e come sempre sono diventati ancora più belli.

Più osservo le mie matasse, più mi sembrano i fiori selvatici che spuntano qua e là fra la fitta vegetazione del nostro tratturo. E penso a come trasformarle in un caldo scialle.

Buon weekend.


Il mondo potrà anche non esser perfetto, eppure la perfezione esiste, e si presenta sotto forme semplici, per nulla appariscenti.

dal libro "Il coperchio del mare" di Banana Yoshimoto

 

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Settimana strana, sembra quasi di essere piombati in pieno autunno. Piove, il vento è freddo e costante, ho già dimenticato la piacevole sensazione del primo bagno in piscina.

In attesa che le stagioni riprendano il loro corso noi siamo qui, ad osservare la buffa gatta Gigì, a leggere il mio vecchio libro di Richard Scarry e disegnare pompieri.

Riuscendo raramente a prendere i ferri fra le dita.

Ma va bene così.

Buon martedì!


Quando ho iniziato a tingere l’ennesima matassa di questa improbabile estate, nella mia mente c’erano ancora le immagini dei capolavori di Van Gogh, oggetto di una mia recente lettura.

In particolare i due quadri de La notte stellata, dipinti a Saint-Rémy-de-Provence e ad Arles.

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Così mi sono armata di tubetti blu e gialli, trafficando con pennelli e siringhe per cercare di riportare l’impressione sul mio filato.

Ma ovviamente il blu è risultato turchese, il giallo un po’ timido ed il verde inevitabile connubio tra i due colori primari.

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Più che ad una notte stellata, la matassa mi fa pensare ancora una volta al mare, laddove il sole si riflette ed illumina le alghe del fondale.

PicMonkey Collage

Adesso le mie preziose matasse sono rimaste in tre.

L’esperimento col cotone è miseramente fallito, non credo riproverò. Attenderò una nuova ispirazione e lascerò ancora una volta che i miei anarchici colori facciano tutto il resto.

Buon weekend!


Come da nostra piacevole consuetudine, anche quest’anno io ed Elisabetta abbiamo istituito il nostro lunghissimo kal a distanza, sopravvissuto a mesi di impegni e di novità.

Stavolta il modello proposto è stato il Vertex Cardigan di Carol Feller, un piacevolissimo capo che combina sapientemente la perfetta vestibilità dei modelli tradizionali pur essendo seamless, ossia senza cuciture.

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Si parte dal dietro, caratterizzato dal collo a legaccio e dall’andamento a V realizzato con aumenti semplici alla destra e alla sinistra della maglia centrale.

La linea delle spalle non è dritta: attraverso l’uso dei ferri accorciati viene riproposta quella che – nella maglia tradizionale – era la chiusura delle maglie in tre fasi successive.

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Questo, insieme alla ripresa delle maglie direttamente dal giro maniche ed alla riproposizione dei ferri accorciati nella parte centrale, fa si che le maniche vengano modellate perfettamente sulle braccia.

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Il davanti, lavorato riprendendo le due parti dalle rispettive spalline, è caratterizzato da un’ampia scollatura a V e non vi sono bottoni – o almeno non sono previsti nel pattern originario.

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Davanti e dietro, portati separatamente fino all’altezza degli scalfi, vengono successivamente riuniti per lavorarne le maglie tutte insieme, realizzando ai due lati una finta cucitura che da sostegno ai fianchi.

Il cardigan si conclude con una punta strategica che nel mio caso va a nascondere perfettamente certe rotondità.

Buon weekend!


Come ho spesso raccontato, la mia è una micro-casa in cui allestire una zona lavoro tutta per me diventa un’impresa decisamente impossibile. Così mamma giorni fa mi ha riservato una graditissima sorpresa: un tavolo sistemato all’interno della serra dove potermi comodamente dedicare alla tintura delle matasse.

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Per inaugurare la mia nuova postazione ho deciso di tingere una matassa che mi è stata regalata qualche anno fa, costituita da filato Oropa di The Wool Box. Mi ha subito incuriosita la diversa struttura del filato rispetto alla matassa grezza tinta precedentemente ed ho voluto annotare la diversità di assorbimento e resa del colore che volevo applicare.

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Inizialmente avevo scelto il blu di base, da ravvivare con delle pennellate di arancio, ma come al solito il colore ha fatto tutto da solo e mi sono lasciata affascinare dalle sfumature che dalle tonalità più scure confluivano nel celeste.

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A fine procedura ho impacchettato la lana mettendola in cottura dolce al sole. Il calore che si sviluppa all’interno è molto elevato e, oltre a percepirlo col tatto, si può facilmente notare come l’umidità contenuta nelle fibre evapori pian piano gonfiando e rendendo opaca la pellicola.

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Ed eccola qui, la mia matassa del cielo e del mare. La guardo ed immagino un cielo terso appena velato da qualche nuvola o la spuma delle onde del mare.

Mi piacerebbe realizzare un cappellino per Simone, in vista del suo impegno autunnale con l’asilo, ma questo filato è forse troppo ruvido per un bimbo della sua età, quindi – come sempre – deciderò in seguito.

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