lunedì 20 maggio 2013

Bisogno di leggerezza

Dura la vita di una sognatrice. Anche se la ottimista bene informata (cit. Pennac) che è in me tende a tenermi con i piedi ben saldi sulla terra, a volte mi concedo il lusso di lasciare libera la fantasia, senza tener conto che delusioni e amarezza sono in agguato proprio lì, dietro l’angolo.

Ad ogni modo basta poco (leggasi mi accontento di poco) per tirarmi su il morale.

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Può succedere che la piantina grassa dimorante da diversi anni sul balcone ripaghi le mie recenti cure con dei bellissimi fiori rossi…

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…o che mia madre componga per me una sorta di giardino zen all’interno di un tipico vaso da bonsai…

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…oppure che al noiosissimo – per me – mercatino dell’antiquariato sbuchino da una bancarella seminascosta dei vecchi Rakam degli anni settanta…

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… o che finalmente sia arrivato il momento di gomitolare la matassa di Araucania Botany Lace per un nuovo progetto, preparando al contempo tutto l’occorrente per un lavoro perfetto.

lunedì 13 maggio 2013

Tingendo col sole

Tempo fa mi è capitato di leggere questo interessante tutorial sulla tintura della lana. Fra gli svariati modi esistenti, questo in particolare mi ha colpita per due motivi: il colore viene disciolto in acqua e, trasformato in cubetti di ghiaccio,  viene successivamente fissato tramite l’azione del sole.

Quindi niente lana cotta in pentola o nel microonde – che non possiedo – ma solo semplici raggi caldi del sole che qui in Puglia certamente non manca.

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Per cimentarmi in questo esperimento ho utilizzato una matassa di lana grezza non molto sottile e del colorante in polvere per uova.

La procedura di preparazione del fissante è la solita, lana immersa in una soluzione di aceto ed acqua per almeno un’ora. Per il colorante invece ho utilizzato la quantità di acqua strettamente necessaria per ottenere non più di tre cubetti.

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Non lasciatevi ingannare da questi appetitosi e innocui cubetti e indossate immediatamente i guanti perché macchiano da morire.

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La matassa viene sistemata all’interno di una pirofila di vetro.

 

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Il sole pian piano scioglie il ghiaccio e la lana assorbe il colore che si distribuisce in maniera alquanto anarchica.

A questo punto si ricopre la pirofila con la pellicola trasparente e si lascia cuocere per tutto il giorno. Il liquido sul fondo diventa pressoché trasparente, segno che le fibre hanno assorbito completamente tutto.

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A questo punto la matassa è pronta per essere lavata e stesa ad asciugare, sperando in un secondo giorno di sole (io ahimè non sono stata fortunata…pioggia e cielo grigio).

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E questo è il risultato finale. Sicuramente diverso da come lo avevo immaginato ma non per questo meno bello.

mercoledì 8 maggio 2013

Cuci e scuci

Il bello del lavoro a maglia è che – nei limiti del possibile – permette di riciclare un capo all’infinito, trasformandolo e rendendolo più bello.

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Quando ero a Trieste avevo realizzato con una bellissima matassa di Araucania sui toni del verde il Travelling Woman di Liz Abinante. L’ho usato tantissimo, era perfetto sia per il clima autunnale che per quello primaverile.

Ma il bordo lace aveva bisogno di essere messo in forma ad ogni lavaggio e con la nascita di Simone l’operazione è diventata pressoché impossibile, per cui alla fine il mio scialle aveva l’antiestetico aspetto di uno scaldacollo arrotolato.

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Quindi senza pensarci ho scucito il tutto ed avviato l’Herbivore di Stephen West che ho già realizzato con lo stesso filato nei toni dell’arancio-viola e che nonostante i ripetuti lavaggi è sempre impeccabile nel suo cingere collo e spalla.

Ma siccome in un modo o nell’altro bisogna complicarsi la vita mi sono tuffata nella realizzazione del Pembroke, un bellissimo gilet di Kirsten Kapur per il mio Simone che però ha un grosso problema…prevede delle cuciture…

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Ad ogni modo pian piano e con tanta pazienza sto completando tutte le rifiniture, perché la Primavera sembra un anticipo d’estate e mi piacerebbe vederlo indossato prima di riporlo nel cassetto per il prossimo autunno.

martedì 30 aprile 2013

Happiness!

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Ci sono piccole cose insignificanti che hanno il potere di rendere piena di allegria la mia giornata. Il mio carattere schivo spesso mi porta ad usare colori poco appariscenti e forse proprio per questo anche basta davvero poco per illuminarmi.

Uncinetto e poche gugliate di cotone colorato: si inizia con un fiore, si prosegue con una catenella tale da cingere il collo, si accostano tonalità vivaci e contrastanti ed ecco pronta la mia collana arcobaleno.

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Oppure un paio di ganci per pendenti dimenticati in una vecchia scatola di latta, insieme a tutti quei bottoni riciclati e messi da parte in attesa del progetto perfetto. Basta una piccola foglia per completare questi piccoli orecchini a prova di manine di bambino.

lunedì 22 aprile 2013

Good news

E’ lunedì.

Fuori fa freddo e piove pure.

Simone ha deciso di svegliarsi alle 4 per entrare nel lettone con mamma e papà, col risultato che LUI ha dormito e noi no.

Ma bisogna pensare positivo per cui ecco delle good news che riguardano me ed Unite Contro il Cancro.

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E’ finalmente disponibile il nuovo pattern, Lo Scialle della Suocera, testato nella versione inglese qualche mese fa. E’ dedicato alle amanti dell’uncinetto e può essere realizzato tranquillamente sia in lana che in cotone. Tutte le informazioni le trovate come sempre qui.

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Anche il collo Azuma è disponibile in inglese a questo indirizzo.

Autunno, il cappellino dedicato al mio Simone, è in fase di test sempre in lingua inglese grazie a SageChocolate.

E presto ci saranno anche novità relative al mio Celtic Plait Shrug.

Insomma, il mio inglese è arrugginito ma ce la metto tutta per essere internesciònal.

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