Dura la vita di una sognatrice. Anche se la ottimista bene informata (cit. Pennac) che è in me tende a tenermi con i piedi ben saldi sulla terra, a volte mi concedo il lusso di lasciare libera la fantasia, senza tener conto che delusioni e amarezza sono in agguato proprio lì, dietro l’angolo.
Ad ogni modo basta poco (leggasi mi accontento di poco) per tirarmi su il morale.
Può succedere che la piantina grassa dimorante da diversi anni sul balcone ripaghi le mie recenti cure con dei bellissimi fiori rossi…
…o che mia madre componga per me una sorta di giardino zen all’interno di un tipico vaso da bonsai…
…oppure che al noiosissimo – per me – mercatino dell’antiquariato sbuchino da una bancarella seminascosta dei vecchi Rakam degli anni settanta…
… o che finalmente sia arrivato il momento di gomitolare la matassa di Araucania Botany Lace per un nuovo progetto, preparando al contempo tutto l’occorrente per un lavoro perfetto.