Come promesso, eccomi qui con ferri e gomitoli per lavorare insieme a voi queste calze semplicissime che vi serviranno per esercitarvi in vista di modelli più complessi.

Innanzitutto cosa ci serve?
  1. ferri circolari con punte da 2,5 o 3 mm, dipende dalla tensione con la quale generalmente lavorate. Anche la lunghezza del cavo dipende da voi: ad esempio c'è chi riesce ad usare comodamente i microcircolari (io purtroppo no) o chi usa indifferentemente cavi da 60 o 80 cm. Potete anche utilizzare il gioco di ferri se preferite.
  2. filato per calze. In commercio ce ne sono di ottimi tipi, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Quello che vedrete nelle immagini seguenti è un lana riciclata da un vecchio lavoro e tinta a mano all'inizio dell'estate.
  3. un marcapunto.
  4. un ferro ausiliario, una spilla o del filo di scarto per mettere in attesa le maglie.
  5. ago da lana
 


Queste calze ovviamente rispettano le esigenze del mio piede (calzo un 39) e potrebbero risultare troppo strette o troppo larghe. In questo caso create il vostro campione e fatemi sapere in privato.

Avviate 60 maglie e predisponetele sui ferri per la lavorazione in tondo. Se state utilizzando il gioco di ferri avrete ovviamente 15 maglie su ciascuno di essi. 
Per un veloce ripasso delle tecniche da utilizzare andate a vedere qui e qui, si tratta dei video di Emma Fassio pubblicati sul suo canale youtube e su quello del canale televisivo QVC.


Procedete quindi col bordo a coste, il cosiddetto elastico che consente un minimo di tenuta alle vostre calze. Anche qui potete scegliere se realizzarlo a coste 1/1 o a coste 2/2, tutto dipende se preferite un bordo più morbido o più rigido: qui ho preferito lavorare 2 maglie a diritto e 2 maglie a rovescio, per un'altezza complessiva di 12 giri.


Adesso siete pronti per lavorare la zona della caviglia, realizzando una serie di giri a maglia diritta. Io ne ho effettuati 20 per un calzino corto, ma se volete dei calzettoni più alti potete decidere tranquillamente l'altezza da raggiungere, avendo cura di tener nota di quello che state facendo perchè poi dovrete replicare il tutto per il secondo calzino gemello!

Bene, per il momento ci fermiamo qui. La prossima settimana affronteremo con calma la prima parte del tallone, che è quello che generalmente molti temono. Ma niente paura, vedrete che sarà più semplice di quel che immaginate.

Nel frattempo vi consiglio di sbirciare nella pagina pattern di Crowdknitting. Non anticipo nulla, ma sappiate che il nuovo modello sarà strepitoso.
Alla prossima settimana!


PS: Mi scuso per i fastidiosi watermarks delle immagini di questo post, ma so che capirete.





Ricordate la caciotta di lana riciclata che avevo tinto all'inizio dell' estate?
Ecco in cosa si è trasformata: l'ennesimo - vabbè, sono solo al terzo - paio di Mudéjar Socks. Calze sferruzzate con molta calma nei rari momenti liberi, anche perché il caldo di Luglio è stato veramente eccessivo e, fra un tuffo in piscina e la lana, non ho esitato a sacrificare il lavoro a maglia.
Ad ogni modo le calze sono sempre rilassanti, una sorta di mantra, e il filo scivola via fra le dita senza alcun pensiero.


Queste Mudéjar son diventate delle "gemelle diverse" perché, come temevo, la tintura del filato in forma di "caciotta" ha dato un risultato disomogeneo: più vivo e variegato nei colori all' esterno, più tenue ed opaco all' interno, laddove non sono riuscita ad applicare il liquido con l' ago o il pennello.
Ma insomma pazienza, son belle anche così.



Dopo aver pubblicato le foto su Instagram e Facebook, in tante mi avete chiesto maggiori spiegazioni sul "come fare".
Sicuramente in giro ci sono pattern o tutorial migliori del mio, ad ogni modo ho deciso di preparare una serie di post per mostrarvi come procedo generalmente.
Se vi va armatevi di ferri circolari (o gioco di ferri) con punte da mm. 2,5 o 3, scegliete un filato che vi piace, l' appuntamento è per la prima settimana di Settembre!




La doppia negazione del titolo non è scritta lì per caso. Perché sebbene questa estate disperassi di farlo, in realtà questa é già la seconda volta che tingo.
Le tre matasse, in lana e seta, provengono dalle mie socie del Collettivo, Natascia e Sonia, e con esse ho avuto la possibilità di sperimentare  una "tecnica" nuova.




In realtà io continuo a muovermi da perfetta principiante, però mi piace azzardare diversi procedimenti, per cui stavolta ho immerso le matasse nel colore preparato, lasciandole in immersione fino a completo assorbimento per poi passare ad altre sfumature.




Ho completato il tutto con delle pennellate di giallo, stavolta non fatte da me ma da Simone che si aggirava curioso nei paraggi.
Solita "cottura" al sole rovente di Luglio ed ecco una delle mie nuove, splendide matasse.


Vi auguro delle splendide vacanze, io - ed il mio blog - andiamo in silenzio stampa per un po'.



Posted via Blogaway



Sono figlia unica, ma ho la (s)fortuna di avere tante sorelle sparse un po' ovunque in Italia. Alcune di loro ho potuto abbracciarle più e più volte, altre non le ho mai incontrate ma nonostante questo allietano le mie giornate con la presenza - ed il loro calore - costante.

Mi riprometto sempre di riprendere a viaggiare per correre da loro, ma con un bimbo piccolo non sempre le lunghe distanze sono facili da percorrere. Ma per fortuna ogni tanto vengono loro da me, con la scusa di voler visitare la Puglia.


Pochi giorni fa finalmente ho conosciuto la mia "gemella diversa" Sonia, in vacanza nel Salento con la sua bellissima famiglia. Per lei ho realizzato i miei centrini preferiti, di un bel celeste che le ricordasse il cielo sui trulli ed il mare limpido.


Ho pensato ad una confezione insolita, chiedendo ad un mio amico un paio di vaschette trasparenti che in genere si usano per gli alimenti.
Tre etti di Puglia, così, per gradire.


Sempre per lei ho realizzato una collana all'uncinetto, cucendo su base neutra foglie e rose dai colori molto vivaci.

Purtroppo le ore trascorse insieme sono passate troppo in fretta e a me non resta che fantasticare in un prossimo viaggio - mio o suo, chissà - per poterci riabbracciare ancora e scoprire che, probabilmente, in un'altra vita noi due sorelle lo eravamo davvero!



No, non mi lamenteró del caldo. Quest'anno l'inverno e la neve son durati talmente tanto che avevo bisogno di un'estate degna di questo nome. E poi la sera un leggero venticello riesce sempre a farmi rilassare e a dimenticare tutto il resto.

A dispetto della volontà di deporre ferri e uncinetto, sto lavorando tanto. Da una parte ho preparato alcuni regali da consegnare ad amici vicini e lontani e che vi farò vedere quando saranno giunti sani e salvi a destinazione, dall'altra un paio di piccoli progetti a cui lavorare secondo le temperature della giornata.

Il primo é il sacchetto all'uncinetto disegnato dalla mitica Ilaria (trovate il suo blog qui al lato fra i miei preferiti), un progetto non previsto ma che ho amato immediatamente e deciso che doveva essere mio. Per realizzarlo mi sono tuffata alla ricerca di gugliate di cotone che si prestassero bene al caso ed ho trovato questo acquamarina molto brillante e morbido, perfetto per la stagione.
Il problema sarà trovare altre gradazioni di filato compatibili fra loro. Io intanto procedo spedita col mio uncinetto tuttofare (anche se presto mi regalerò un set di quelli buoni e belli!).


A sera inverno, quando le temperature sono in netto calo, sferruzzo un po' le mie Mudèjar col filato che ho tinto giorni fa. Non avrei mai immaginato che quella caciotta mi sarebbe piaciuta così tanto! Ha i colori che mi circondano in queste giornate di vacanza, dall' azzurro del cielo al verde del pergolato e so che mi faranno ripensare a tutto questo quando indosseró le mie calze il prossimo inverno.


(Questo post purtroppo non contiene link perché non editato al portatile, ma troverete comunque tutti i riferimenti a persone e progetti nella sezione dei blog che leggo e nella mia pagina su Ravelry)