Fra un temporale tipicamente autunnale ed un sole poco estivo finalmente sono riuscita a tingere le mie nuove matasse, ispirandomi nei colori ad una passeggiata fatta con Simone nel vecchio tratturo che costeggia i nostri trulli. I muretti a secco sono composti da pietre più o meno regolari in cui il grigio – dal chiaro allo scuro – viene interrotto dai fiori spontanei viola e gialli.

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Eccomi all’opera nella mia famosa postazione di lavoro, mentre inizio a distribuire preliminarmente il colore sulle tre matasse prescelte.

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Il grigio – unitamente al bianco originale – sono la mia base; successivamente aggiungo delle pennellate di viola e giallo.

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Nonostante qualche piccolo imprevisto ed il vento freddo, dopo alcuni giorni di cottura ecco qui una delle tre matasse finalmente pronta.

Stavolta so anche che – a prescindere dal modello – diventeranno un bellissimo scialle.


Questa insolita estate, instabile nelle temperature e nell’aspetto, mi rende insofferente, come se non riuscissi a pianificare alcunché di utile.

Nei pochi momenti che Simone mi concede cerco di rilassarmi dedicandomi a lavori poco impegnativi.

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Un leggero cardigan di cotone, rallegrato da motivi a foglie, improvvisato prendendo le misure ad una vecchia maglietta e pensato per essere indossato sui vestitini che generalmente non indosso a causa della mancanza di maniche.

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Una rifinitura all’uncinetto per uno scialle in cotone realizzato da mamma interamente a legaccio (ha lavorato ad un baktus, senza saperlo) laddove l’uso di filati dallo spessore diverso ha creato un bordo non proprio perfetto.

Sperando che almeno Agosto ci dica se vuol fare Agosto o preferisca interpretare Novembre, vi auguro un buon weekend!


– Ma non ho fiducia in me stesso.
– Perché?
– Perché non ho un’identità. Non ho nessuna caratteristica, sono incolore. Non ho nulla da offrire. Questo è il mio problema, da sempre. Da sempre mi sento poco piú che un guscio vuoto. Come recipiente, può darsi che abbia una forma soddisfacente, ma dentro non ho nulla che si possa veramente definire un contenuto.


(L'incolore Tazaki Tzukuru e i suoi anni di pellegrinaggio, Haruki Murakami)

Posso sopportare qualsiasi condizione climatica, dal caldo torrido al freddo pungente, ma il vento no, non lo tollero. Mi rende nervosa, inquieta, priva di qualsiasi entusiasmo verso cose e persone.

In questo periodo leggo molto, e, come spesso accade, ritrovo nei romanzi di Murakami la mia dimensione, la giusta carica per tirare un bel respiro e ricominciare.

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Di lavorare a maglia non se ne parla, ho poca voglia e scarsa concentrazione. Però ad una lana color rosa salmone da salvare non so resistere.

Tre matasse, poco meno di 300 gr. Solita giornata di preparazione ed intanto penso a come colorarla tutta insieme; alla fine giungo alla conclusione che l’unico modo possibile è quello di sovrapporre uno o più fogli di pellicola trasparente.

Via col viola.

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Poi pennellate di giallo, mentre al solito il celeste si libera dai pigmenti del viola.

Qualche giornata in più in cottura al sole, perché pioggia e nuvole ci hanno tenuto buona compagnia.

Ed eccole qui.

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I colori sono completamente mutati e come sempre sono diventati ancora più belli.

Più osservo le mie matasse, più mi sembrano i fiori selvatici che spuntano qua e là fra la fitta vegetazione del nostro tratturo. E penso a come trasformarle in un caldo scialle.

Buon weekend.


Il mondo potrà anche non esser perfetto, eppure la perfezione esiste, e si presenta sotto forme semplici, per nulla appariscenti.

dal libro "Il coperchio del mare" di Banana Yoshimoto

 

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Settimana strana, sembra quasi di essere piombati in pieno autunno. Piove, il vento è freddo e costante, ho già dimenticato la piacevole sensazione del primo bagno in piscina.

In attesa che le stagioni riprendano il loro corso noi siamo qui, ad osservare la buffa gatta Gigì, a leggere il mio vecchio libro di Richard Scarry e disegnare pompieri.

Riuscendo raramente a prendere i ferri fra le dita.

Ma va bene così.

Buon martedì!


Quando ho iniziato a tingere l’ennesima matassa di questa improbabile estate, nella mia mente c’erano ancora le immagini dei capolavori di Van Gogh, oggetto di una mia recente lettura.

In particolare i due quadri de La notte stellata, dipinti a Saint-Rémy-de-Provence e ad Arles.

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Così mi sono armata di tubetti blu e gialli, trafficando con pennelli e siringhe per cercare di riportare l’impressione sul mio filato.

Ma ovviamente il blu è risultato turchese, il giallo un po’ timido ed il verde inevitabile connubio tra i due colori primari.

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Più che ad una notte stellata, la matassa mi fa pensare ancora una volta al mare, laddove il sole si riflette ed illumina le alghe del fondale.

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Adesso le mie preziose matasse sono rimaste in tre.

L’esperimento col cotone è miseramente fallito, non credo riproverò. Attenderò una nuova ispirazione e lascerò ancora una volta che i miei anarchici colori facciano tutto il resto.

Buon weekend!