Sono figlia unica, ma ho la (s)fortuna di avere tante sorelle sparse un po' ovunque in Italia. Alcune di loro ho potuto abbracciarle più e più volte, altre non le ho mai incontrate ma nonostante questo allietano le mie giornate con la presenza - ed il loro calore - costante.

Mi riprometto sempre di riprendere a viaggiare per correre da loro, ma con un bimbo piccolo non sempre le lunghe distanze sono facili da percorrere. Ma per fortuna ogni tanto vengono loro da me, con la scusa di voler visitare la Puglia.


Pochi giorni fa finalmente ho conosciuto la mia "gemella diversa" Sonia, in vacanza nel Salento con la sua bellissima famiglia. Per lei ho realizzato i miei centrini preferiti, di un bel celeste che le ricordasse il cielo sui trulli ed il mare limpido.


Ho pensato ad una confezione insolita, chiedendo ad un mio amico un paio di vaschette trasparenti che in genere si usano per gli alimenti.
Tre etti di Puglia, così, per gradire.


Sempre per lei ho realizzato una collana all'uncinetto, cucendo su base neutra foglie e rose dai colori molto vivaci.

Purtroppo le ore trascorse insieme sono passate troppo in fretta e a me non resta che fantasticare in un prossimo viaggio - mio o suo, chissà - per poterci riabbracciare ancora e scoprire che, probabilmente, in un'altra vita noi due sorelle lo eravamo davvero!



No, non mi lamenteró del caldo. Quest'anno l'inverno e la neve son durati talmente tanto che avevo bisogno di un'estate degna di questo nome. E poi la sera un leggero venticello riesce sempre a farmi rilassare e a dimenticare tutto il resto.

A dispetto della volontà di deporre ferri e uncinetto, sto lavorando tanto. Da una parte ho preparato alcuni regali da consegnare ad amici vicini e lontani e che vi farò vedere quando saranno giunti sani e salvi a destinazione, dall'altra un paio di piccoli progetti a cui lavorare secondo le temperature della giornata.

Il primo é il sacchetto all'uncinetto disegnato dalla mitica Ilaria (trovate il suo blog qui al lato fra i miei preferiti), un progetto non previsto ma che ho amato immediatamente e deciso che doveva essere mio. Per realizzarlo mi sono tuffata alla ricerca di gugliate di cotone che si prestassero bene al caso ed ho trovato questo acquamarina molto brillante e morbido, perfetto per la stagione.
Il problema sarà trovare altre gradazioni di filato compatibili fra loro. Io intanto procedo spedita col mio uncinetto tuttofare (anche se presto mi regalerò un set di quelli buoni e belli!).


A sera inverno, quando le temperature sono in netto calo, sferruzzo un po' le mie Mudèjar col filato che ho tinto giorni fa. Non avrei mai immaginato che quella caciotta mi sarebbe piaciuta così tanto! Ha i colori che mi circondano in queste giornate di vacanza, dall' azzurro del cielo al verde del pergolato e so che mi faranno ripensare a tutto questo quando indosseró le mie calze il prossimo inverno.


(Questo post purtroppo non contiene link perché non editato al portatile, ma troverete comunque tutti i riferimenti a persone e progetti nella sezione dei blog che leggo e nella mia pagina su Ravelry)



Sul mio armadio ho una scatola piena di residuati bellici, tutti manufatti a maglia o all' uncinetto risalenti agli anni del liceo, quando ignoravo cosa fossero Ravelry ed i ferri circolari ed avevo come maestri i vecchi Rakam di mamma o i miei Benissimo.

Ci sono maglioni, sciarpe e un paio di berretti, tutta roba che non mi va più o dal taglio fuori moda, lavorata però con filati di buona qualità che all' occorrenza mi riservo sempre di riciclare.

Questa estate non avevo in programma di tingere, sia perché non sono ancora riuscita a lavorare tutte le matasse della passata produzione, sia perché non ho materia prima per farlo. Poi dallo scatolo in questione é venuta fuori una sciarpa realizzata con una lana color glicine, assottigliata notevolmente con l' uso...uhm...filato per calze? Filato per calze.


Per la tintura ho adottato lo stesso procedimento, immersione nel mordente e colori alimentari. Solo che invece di tingere la matassa ho lavorato sulla caciotta, armandomi di siringa e pennelli, per un effetto decisamente casuale della distribuzione del colore, col turchese ed il giallo a fondersi insieme per creare il verde.


Questo é il risultato, un allegro filato col quale lavorerò una versione spiritosa delle mie calze Mudèjar.
La nuova procedura é stata divertente ma non credo che la ripeteró, la trovo poco pratica.  Bisogna fare attenzione affinché la caciotta assorba bene il mordente ed é in seguito necessario eliminare bene il liquido in eccesso, per evitare che il colore appaia troppo slavato e che il sigillare con la pellicola trasparente diventi impossibile.
Infine bisogna creare comunque la matassa per lavare il filato e farlo asciugare perfettamente. Insomma, troppi passaggi inutili.

Adesso mi armo di circolari da 2,5 mm ed avvio le maglie, perché anche d'estate un calzino sui ferri ci sta troppo bene.





L’architetto italiano che ha ispirato la mia maglietta Rarefacta, Massimiliano Fuksas, ha recentemente inaugurato i suoi Archives Nationales a Pierrefitte-Sur-Seine, Saint Denis, Parigi. 
L’edificio che ospita gli Archivi è un imponente monolite le cui facciate sono rivestite da una pelle di
alluminio che percorre tutto il volume, fatta eccezione per alcune inserzioni vetrate che consentono l’apporto di luce naturale negli ambienti interni.


 (immagine tratta dal blog di Mario Cerere)

La lavorazione della t-shirt si ispira alla geometria a losanga che si ripete nel rivestimento dell’edificio, sviluppando un motivo costante che si addensa su un fianco per poi rarefarsi verso l’altro, liberandosi in un delicato gioco di trafori.


Non lasciatevi scoraggiare dall'apparente complessità della lavorazione. La maglietta è realizzata in tondo partendo dal basso - ma con qualche accortezza potete anche lavorarla in piano cucendo poi il davanti al dietro - e segue gli schemi che troverete all'interno delle istruzioni: dopo i primi giri di impostazione sarà la geometria stessa del motivo a zigzag a guidarvi fra aumenti e gettati.


Per la sua realizzazione ho scelto il bellissimo filato Panama di Rowan distribuito da Coats, molto leggero e scorrevole, a patto però che si utilizzino ferri dalle punte arrotondate per evitare di aprirne i capi che lo compongono.


L'idea di realizzare una maglietta semplice nel modello ma particolare nella lavorazione l'ho avuta fin da subito, mentre mi tornavano in mente alcuni disegni dell'architetto Frank Lloyd Wright che aveva lavorato molto sul tema della losanga. Poi l'incontro con Fuksas e la voglia di ricreare questo movimento che facesse trasparire la luce, proprio come avviene in ambienti come la biblioteca degli archivi. E infine la scelta difficile del nome, perchè una maglietta così mica potevo chiamarla Archivi Nazionali no?
Per fortuna sono arrivati in soccorso alcuni principi della percezione visiva, in particolare quelli dell'addensamento e della rarefazione. La losanga si addensa su un fianco, realizzando una texture più compatta, e tende a rarefarsi verso l'altro, liberandosi nei più complessi trafori.

Come sempre il modello è disponibile gratuitamente nella sezione pattern di Crowdknitting per tutto il mese di Luglio.
Buon sferruzzo!



Durante la trasmissione Psycho Filmer, mentre mi accingevo a recitare il solito luogo comune "più in basso di così si può solo risalire", la mia amica Barbara mi ha spiazzata col suo cinico "oppure si può continuare a scavare".
É una frase che ho fatto mia in questi giorni, fatta di termometri, notti insonni, antibiotici, dottori e guardie mediche. Un virus democratico ha colpito la mia famiglia, a partire da Simone, passando attraverso me per poi concludere in bellezza con mio marito. Adesso ci rido su, con la mia solita autoironia, ma sono stati giorni duri in cui ho messo in discussione tantissime cose e persone.
E la tentazione di mandare all' aria tutto é stata forte, davvero.
Eppure sono ancora qui, con il mio nuotare controcorrente, con i miei sogni, con la voglia di diventare grande, col mio sbraitare.


Simone ha inaugurato la stagione degli scavi all' aria aperta, probabilmente sognando di trovare il fossile di un dinosauro vissuto milioni di anni fa.
Io nel frattempo ho concluso il mio lavoro per il nuovo pattern che uscirà a Luglio in collaborazione con Crowdknitting e Coats. É stato difficile riuscire a mettere ordine fra le tante suggestioni che hanno ispirato il mio disegno, i grandi architetti continuano a sfornare opere meravigliose ed io vorrei esser capace di catturarle tutte per tradurle in maglia.


Mi piacerebbe poter lavorare un po' di più a maglia, ma le giornate sono sempre più afose e rendono impossibile anche maneggiare il cotone.
A dir la verità ho realizzato un Dustland in merino per Simone, da indossare durante il prossimo autunno, ma ero sotto gli effetti psichedelici della febbre, non fa testo.
Nel frattempo le nuvole cominciano ad arrivare sui miei trulli, chissà che il preannunciato temporale non porti un po' di fresco e di rinnovata voglia di fare.